martedì 17 ottobre 2017

Tulipani, è ora di interrare i bulbi · come fare per salvarli da talpe e roditori

 
Presto, presto, che è tardi!

È ora di interrare i tulipani e gli altri bulbi a fioritura primaverile. Settembre e ottobre sono i mesi giusti per farlo, novembre, se abiti in regioni a clima mite.

{Come si fa?}
·si scava una buca profonda due volte e mezza la cipolla
·si sistemano i bulbi a una distanza di 3-4 cm l’uno dall’altro
·si ricopre la buca
·si aspetta la primavera

 
{Un consiglio}
Se il vostro giardino è soggetto alla visita di talpe o topolini di campagna (molto probabile se avete nei paraggi maneggi e rimesse di mangimi e granaglie) ricordatevi di proteggere i tulipani! Il loro sapore è molto gradito ai roditori e rischiate di non veder spuntare nulla o di ritrovarvi fiore e foglie accasciarsi da un giorno all’altro perché qualcuno ha pensato di mangiarsi la cipolla. In commercio si trovano dei contenitori in plastica con il fondo forato (foto sopra). Si scava una buca grande come il contenitore, si sistemano le cipolle al suo interno e si copre con la terra: i bordi in plastica impediscono alle talpe di raggiungere i bulbi; i fori sul fondo permettono alle radici di affondare nel terreno.

 In alternativa sistemateli in un qualsiasi contenitore in plastica retato come i cestini delle ricotte (qui sotto) o quelli porta mollette da bucato.



Foto Ultimissime dall’orto

venerdì 13 ottobre 2017

Pasta con foglie di cavolfiore


La pasta con foglie di cavolfiore
è un piatto primo piatto dal gusto delicato grazie a un ingrediente che non credevi commestibile
non è una ricetta da food blogger.

Arriva da una chiacchierata sull’uscio della cascina dove sono andata a fare spesa tra una fanatica di vegetali e un contadino che prima di inforcare zappa e tridente si è laureato. E di verdure sa tutto.

Per farla breve, scelgo il cavolfiore, Luca toglie le foglie per pesarlo e poi me le restituisce: «A queste togli la costa centrale – troppo dura – le lessi per qualche minuto e le ripassi in padelle con un filo d’olio. Poi ci condisci la pasta».

Semplice da leccarsi le dita.


Ingredienti:
spaghetti
foglie di cavolfiore
sale
pepe
olio evo

*la spolverata di parmigiano non può mancare, meglio se di pecorino

martedì 10 ottobre 2017

Cosmos: sole e acqua per fiorire fino all’inverno


In fiore da maggio a dicembre: le bustine di semi non si risparmiano in promesse. Ci eravamo dimenticati delle cosmee, fino a qualche decennio fa immancabili in orti e giardini di campagna. Chissà perché poi. Se lasciate fare sono un po’ selvagge, ma scegliendo le giuste varietà si possono coltivare anche in vaso, fioriscono senza sosta e fanno allegria, altissime e leggere con fiori grandi e aperti bianchi, crema e in tutte le sfumature del rosa, doppi, a pompon o con i petali arrotolati.



I Cosmos arrivano dalle praterie del Nord America e appartengono alla famiglia delle Asteraceae. Sembra superfluo dirlo, ma non è così: origine e famiglia dicono molto sulle necessità di una pianta. Le Asteraceae sono generalmente piante robuste, il loro habitat, la prateria nord americana, suggerisce invece che vogliono pieno sole, ma un terreno fresco e concimato e innaffiature costanti, soprattutto nelle nostre estati calde e aride (ecco perché un tempo erano coltivate nell’orto!).


Altro indizio, sono erbacee annuali, dunque possiamo acquistarle già fiorite in tarda primavera oppure tentare con la semina in aprile-maggio. Una bustina di semi costa pochissimo e con le cosmee la riuscita dell’operazione è assicurata. Servono solo un paio di vaschette riempite con terriccio da giardino misto a sabbia o terra di campo, nient’altro. Si spargono i semi, si coprono con una spolverata di terra e si innaffia con uno spruzzino cercando di mantenere un’umidità costante. Sembra impegnativo, ma non lo è: le cosmee sono generose e tollerano qualche errore e, soprattutto, non si fanno attendere, germinando piuttosto in fretta (se la temperatura è di 16°C spuntano in appena 7-10 giorni).



In vaso, sul terrazzo o sul balcone, meglio scegliere le varietà alte (17-180 cm), più divertenti e soprattutto più robuste di quelle di taglia medio-piccola (40-50 cm). Se dovessero risultare troppo invadenti, sarà sufficiente tagliarle, abbassandole e prolungandone la fioritura.


Foto Ultimissime dall’orto

venerdì 6 ottobre 2017

Bouquet naturali come nei dipinti fiamminghi: per realizzarli scegli il vaso giusto


Ho iniziato a prendere appunti su un quaderno, come una vecchia giardiniera. Mi serve soprattutto per le erbacee che coltivo da seme. Quando inserisco una nuova specie in giardino, trapianto i giovani virgulti in aiuole diverse, con diversa esposizione, e poi osservo cosa combinano. E prendo nota: qui è fiorita tanto in luglio, ma niente a settembre. Quest’altra, invece, l'opposto. Qui è fiorita, laggiù, pur avendo le stesse ore di sole no, perché? Forse è vicina a piante che vogliono tanta acqua e così è stata innaffiata di più anche lei? Sembra una follia, ma funziona! Penserai mica di ricordarti tra 12 mesi chi sta meglio dove? Figuriamoci

Lo stessa cosa funziona anche con bouquet e composizioni floreali.


Se desideri esercitarti per decorare casa con i fiori del giardino, il primo passo è cercare l’ispirazione
Dove?
Su Pinterest {i miei preferiti li salvo qui: Bouquet and flower arrangements}


Secondo step: scegli il vaso giusto
Se sei affascinata dalle composizioni morbide e naturali che ricordano le nature morte dei pittori fiamminghi dovrà essere così
·in ceramica, coccio, peltro o un qualsiasi altro materiale non trasparente: ti permette di ricorrere al trucco della rete metallica appallottolata nel vaso per tenere fermi steli e rami senza irrigidire troppo la composizione
·scegli un vaso basso per una composizione orizzontale; il vantaggio in più di un vaso poco profondo è che ti faciliterà nella raccolta dei fiori: non sempre puoi raccoglierli con chilometri di stelo
·scegli un’imboccatura piccola: facci caso, la chioma di un bouquet è sempre 3-4 volte più ampia dell’imbocco del vaso, se questo è molto grande dovrai avere a disposizione moltissimi fiori, rami verdi, bacche (sicura che vuoi/puoi raccogliere tanto dal tuo giardino?)


Inverti le regole
La regola vuole prima il verde. Guarda gli altri: il verde non è quasi mai dominante, qualche ramo ricadente per dare leggerezza (ad esempio: caprifoglio, luppolo, edera, vite americana, passiflora) e tanti, tantissimi fiori. Inverti le regole e parti dai fiori protagonisti, grandi e vistosi come peonie, dalie, ranuncoli e rose, poi aggiungi le bacche (più rigide, daranno struttura alla composizione), poi i fiori più piccoli (per costruire la tavolozza di colori) e termina con il verde.



Adesso, prova!
E prendi appunti. Sembra banale, ma ti accorgerai che non è così. Scrivere cosa funziona e cosa no ti aiuta a focalizzare gli errori e a migliorare la tecnica.

Foto via Pinterest

martedì 3 ottobre 2017

Come moltiplicare le peonie erbacee per divisione delle radici


Dopo aver ampliato la collezione di peonie erbacee mi sono cimentata con la divisione delle piante più vecchie coltivate nel giardino.

In teoria è un’operazione piuttosto semplice e alla portata di tutti, ma nella pratica mi fa sempre un certo effetto accoltellare una radice di una delle piante più forti e spettacolari del giardino. E se la uccido?

Insomma, dopo qualche tentennamento, e considerato che le due varietà da divide sono piuttosto facili da reperire - Paeonia lactiflora ‘Shirley Temple’ e Paeonia lactiflora ‘Karl Rosenfield’ – ci ho provato.

Prima del come si fa, è importante sapere
{quando dividere le peonie erbacee}
· in autunno
· chi le moltiplica per scopi commerciali sceglie piante di tre anni di età da dividere in porzioni di radice che abbiano ameno 2-3 gemme. In questo caso però non avrete garanzia di fioritura: solo il 70% delle peonie divise con queste tempistiche fiorirà già la primavera successiva
· se il tuo scopo è di ottenere una pianta in più per il giardino e vuoi goderti la fioritura il prima possibile, dividi piante più grandi, di almeno 5-6 anni, in porzioni di radice che abbiano almeno 6-7 gemme


{Come dividere le peonie erbacee}
· taglia fusti e foglie a 2-3 cm dal terreno
· dissotterra la radice
· ripulisci la radice dalla terra e tagliata con una lama molto affilata in porzioni di circa 15-20 cm che presentino più gemme
· interra le radici a una distanza di 80-100 cm le une dalle altre
· scava una buca profonda 50-55 cm, disponi sul fondo uno spesso strato di cocci o di ghiaia per assicurare il drenaggio, poi uno strato di terra concimata, e, infine, terra di scavo mista a terriccio di giardino. Quando interri la radice tieni presente che le gemme devono essere coperte da uno strato di 2-3 cm di terra.

Foto Ultimissime dall’orto

venerdì 29 settembre 2017

Come realizzare gradini in legno per collegare due livelli del giardino


L’autunno in giardino è anche tempo di progetti e manutenzioni.

La zona più ripida e impervia del giardino è anche una delle più riuscite dal punto di vista botanico. Cinque grosse querce filtrano la luce del sole e lo spesso strato di foglie con cui si ricopre il suolo in autunno restituisce un terreno fertile e leggero.

Ispirati dal paesaggio circostante e abbiamo tappezzato il nostro piccolo sottobosco con Primula vulgaris, Pulmonaria officinalis, Anemone nemorosa e felci che si sono aggiunti a Viola odorata e Fragaria vesca, nate spontaneamente. Alla base dei tronchi abbiamo interrato bulbi di Leucojum vernum e Narcissus e aggiunto qua e là piante da ombra come Hosta, Bergenia, Convallaria majalis (mughetti), Heucera

Più impegnativa, ma necessaria, è stata la realizzazione di una serie di gradini in legno per poterci sposatre nel sottobosco senza troppa fatica e rischio di scivoli.


I primi gradini li abbiamo realizzati con tre paletti di legno: uno tondo, usato come “alzata”, e due appuntiti, conficcati nel terreno per 2/3 a bloccare il primo.


Con gli anni i paletti conficcati nel terreno hanno iniziato a dare segni di cedimento e andavano sostituiti. Per rendere il passaggio più stabile abbiamo cambiato progetto: gradini sempre in legno, ma più larghi, pesanti e robusti, sorretti da due tondini di ferro lunghi 50 cm che affondano nel terreno.


Il risultato è piuttosto stabile e ci accompagnerà senza pericoli a caccia di foglie e fiori per bouquet, frittate e risotti ;)

·la scarpata del bosco prima e dopo·

Foto Ultimissime dall’orto

martedì 26 settembre 2017

Camomilla romana per orti, aiuole e bouquet


C’è chi la riconosce con il nome di camomilla romana, per i francesi è la camomille double, la camomilla doppia, e in passato anche i botanici hanno cambiato idea battezzandola prima Anthémis nobilis, poi Chamaemelum nobile. A me i suoi fiori ricordano quelli dei crisantemi pompon. La confusione è tipica di quelle piante che hanno avuto poca fortuna sul mercato ma non sono mai mancate nei giardini di campagna, seminate, trapiantate, scambiate e raramente acquistate.

La camomilla romana sta bene negli orti, tra le erbe aromatiche, in un frutteto, per riempire un vuoto in un’aiuola come in un bouquet. È un’erbacea perenne dal portamento compatto che ricorda un po’ quello del crisantemo, con cui condivide l’appartenenza alla famiglia delle Asteraceae.


Tenace e indifferente al giardiniere, tollera quasi tutti i tipi di terreni, purché ben drenati, e non soffre troppo la siccità. Originaria dell’Europa settentrionale, in natura cresce in terreni aridi e non coltivati. Dal giardino di Ingrid è arrivata nel mio con Seeds of Love, l’ho seminata a primavera in terreno da giardino misto a sabbia e da luglio è stato un tripudio di capolini bianchi e arruffati, fitti di petali intorno al bottone giallo. Dovrebbero resistere fino a ottobre. Le foglie sono verde intenso, frastagliate e aromatiche. Più piante coltivate vicine formano un bel cespuglio non troppo ingombrante che arriva a raggiungere i 50 cm di altezza.


La camomilla romana non richiede particolari cure: si trapianta a dimora a inizio estate e si innaffia solo quando il terreno è completamente asciutto. Nella stagione più calda, meglio innaffiare con abbondanza ogni due-tre giorni permettendo alle radici di svilupparsi in profondità. Per aiutare la fioritura si può aggiungere del concime per piante fiorite all’acqua di irrigazione una volta a settimana. È utile recidere i capolini sfioriti per non affaticare troppo la pianta, ma a fine estate lasciatene andare qualcuno a seme da conservare per la primavera successiva.

Foto Ultimissime dall’orto

venerdì 22 settembre 2017

Palette di zinnie: è ora di raccogliere i semi

 
Le zinnie sono il fiore dell’orto per eccellenza. Chi non ha avuto un nonno dal pollice verde senza un tassello di zinnie amaranto, rosa cipria e rosso carminio? Sono l'ultima traccia d’estate nell’orto, ormai tutto verde cavolo e rosso radicchio. Dopo mesi di solleone hanno fiori piccoli e stropicciati, petali sottoli, gambi grossolani e foglie assetate, ma i colori sono tutto: pennellate di acrilico che spiccano da lontano e non lasciano dubbi.

Resteranno fiorite fino a ottobre, ma per assicurarsi una nuova fioritura la prossima primavera i semi si raccolgono adesso. Sono maturi quando il fiore è completamente secco e virano dal verde al marrone. Una volta raccolti si conservano in una bustina di carta, in un luogo fresco e ventilato per affidarli alla terra in aprile-maggio.


Le zinnie sono piante erbacee della famiglia delle Asteraceae originarie del Messico e dell’America centro-meridionale. Si coltivano come annuali, vogliono pieno sole e un terreno fertile e ben drenato. Un orto, appunto. Se non ce l’hai, scegli una varietà piccola - sono alte appena 30-40 cm {quelle da taglio, invece, vanno dai 70 ai 120 cm} - adatta a cassette e balconi. I fiori sono semplici, doppi, bicolori, sfumati, variegati.

Foto Ultimissime dall’orto

martedì 19 settembre 2017

Peonie a radice nuda: quando e come piantarle

 
Lunedì è un buon giorno per cominciare un nuovo progetto. Ieri ho fatto un altro piccolo passo per il mio {di cui vi dirò la prossima primavera, meglio essere scaramantici!}

Preparato il terreno ho messo a dimora il mio bottino di peonie dei Vivai delle Commande. Insieme alla piante, la simpatica padrona di casa offre caffè, consigli e istruzioni.


Dunque dunque, con le peonie si fa così

Quando
A radice nuda o in vaso, il periodo migliore per piantare le peonie va da settembre a fine novembre, così da permettere alla pianta di ramificare il suo apparato radicale prima dell’arrivo del freddo e della successiva ripresa vegetativa

Terreno
Il più adatto è argilloso, ricco di humus, profondo e ben drenato

Esposizione
Pieno sole e lontane dalle altre piante: hanno bisogno di spazio (tra una peonia erbacea e l’altra si consiglia di lasciare uno spazio di 80 cm; 120 cm per gli ibridi intersezionali; 150 cm per le arboree)

 
Impianto
· scavare una buca profonda 50-55 cm
· sistemare sul fondo uno strato di cocci o ghiaioni per assicurare un buon drenaggio (i marciumi radicali sono il peggior nemico delle peonie!)
· aggiungere uno strato di concime pellettato
· aggiungere uno strato di terra di scavo mista a terriccio da giardino e interrare tutto il pane di terra (o il rizoma) interrando la gemma di 2-3 cm

IMPORTANTE: mai mai mai lasciare conche per l’acqua attorno alla pianta, ma livellare bene il terreno così da evitare i ristagni.


Questi sono i consigli delle Commande, io li ho seguiti passo a passo. E tu quali peonie coltivi? Scrivi qui sotto nei commenti, sono curiosa!

Foto Ultimissime dall’orto

venerdì 15 settembre 2017

Santoreggia e le regole di sopravvivenza dell’orto

 
La santoreggia è la più tosta di tutte.

Ho fatto un test di rusticità. L’estate calda e senz’acqua ci ha costretti a fare delle scelte, concentrando irrigazioni e cure ad alcune zone del giardino a scapito di altre. I più lontani dai rubinetti hanno dovuto accontentarsi delle pioggia, pochissima, e cercare di sopravvivere.

Adesso che l’aria inizia a sapere d’autunno contiamo i caduti, spostiamo e potiamo. Via il rabarbaro, gli aster e i bulbi di narcisi: lasciano l’orto e si trasferiscono in un’aiuola a est, vicina alla canna dell’acqua. Mente, melissa, origano e salvie si potano e si annaffiano. Delle zinnie restano solo da raccogliere i semi per la prossima primavera. Gli unici che sembrano farsi un baffo dell’arsura sono rosmarini e santoreggia che, scaltra, si sposta da un’aiuola all’altra in cerca di umidità: la trapianti in un angolino e qualche mese dopo te la ritrovi nel bel mezzo dell’orto, tra le piante degli zucchini in cerca di acqua.

 
La santoreggia (Satureja hortensis) è un’erbacea annuale cespitosa della famiglia della Labiate. Ha una radice a fittone, foglie minute e fiori ancora più piccoli bianchi o rosa. Si adatta a qualsiasi tipo di terreno, purché asciutto e ben esposto al sole. Cresce dove vuole, in cima ai muretti e tra le crepe dei marciapiedi. La si riconosce per i fusti quadrangolari, eretti e compatti, e l’aroma: una volta annusata non si dimentica. È il profumo del sugo della domenica, del ribollire della passata di pomodoro e delle chiacchiere a voce alta in cucina.


Si semina una prima volta in primavera poi si moltiplica da sé, dove meglio le aggrada. In cucina si usano foglie e fiori. A fine estate se ne raccolgono dei mazzolini da far essiccare all’ombra a testa in giù per due settimane, poi si trasferiscono un paio d’ore al sole e si battono per dividere i rami dalle foglie che si conservano in barattoli di vetro.

Foto Ultimissime dall’orto