lunedì 23 dicembre 2013

martedì 17 dicembre 2013

Gioielli e Bonsai



L’atelier Crespi Bonsai di Milano, sede della più importante collezione di bonsai fuori dal Giappone, si trasforma in un giardino-gioielleria fino all’11 gennaio. Allestimenti in stile giapponese faranno da cornice a un’insolita esposizione che vede come protagonisti i kokedama, le perle di muschio sulle quali crescono erbacee e piantine fiorite, e i gioielli di Megumi Imai.

Artista, artigiana e appassionata di storia dell’arte giapponese, Megumi crea personalmente i suoi gioielli ispirandosi alla natura e alle arti del musubi (tecnica giapponese di intrecciare e annodare fili diversi) e dell’origami (l’arte di piegare la carta).

Credits
Associazione Culturale Fuji, libera e no profit per lo scambio culturale tra Italia e Giappone

giovedì 12 dicembre 2013

Dolce&Gabbana, la vie en rose









La nobildonna bizantina che abbiamo visto nella scorsa collezione Dolce&Gabbana, posa la massiccia corona d’oro e si veste di primavera con rami di pesco e leggere trasparenze, mini abiti a pannello che richiamano il fascino della Magna Grecia, kimono fioriti, pizzi, medaglie e monete.

Credits
Dolce&Gabbana P/E 2014

mercoledì 11 dicembre 2013

Alle radici: la mostra che parla agli alberi





Si concluderà venerdì la mostra collettiva che raccoglie incisioni, dipinti, disegni e sculture di 27 artisti che hanno come protagonisti gli alberi: apparentemente immobili, testimoni silenziosi di epoche talvolta molto lontane e di cui troppo spesso ci dimentichiamo importanza e bellezza. La mostra, inaugurata presso la galleria Salamon&C il 21 novembre, Giornata nazionale dell’albero, si intitola Alle radici. Stesso titolo dell’opera del più giovane tra gli artisti presenti, il 23enne Tindàr, che preferisce dipingere le radici piuttosto che le chiome.


Credits
Laura Zuccheri, olio su tela
Marzio Tamer, acquerello
Federica Galli, acquaforte
Tindàr, disegno a matita

giovedì 5 dicembre 2013

Trovati i giardini pensili di Babilonia


I giardini pensili di Babilonia, una delle sette meraviglie del mondo antico, si troverebbero nei pressi della città di Nínive, nel nord dell’Iraq. È quanto risulta da un recente studio svolto dalla ricercatrice Stephanie Dalley dell’Istituto orientale dell’Università di Oxford.
Tanti saluti dunque a Babilonia e a re Nabucodonosor II che, secondo la tradizione li avrebbe fatti costruire intorno al 590 a.C. non lontano dall’attuale Bagdad. I giardini non sono lì. Anzi, non sarebbero nemmeno babilonesi, ma assiri.

La Dalley, dopo aver analizzato alcuni testi antichi, ha spostato le sue ricerche 500 km più a nord dell’antica Babilonia, per focalizzare i suoi studi nei pressi della città di Nínive, capitale del regno assiro ai tempi di re Sennacherib e non lontana dall’attuale città di Mosul. 
Dopo la conquista di Babilonia nel 689 a.C., il re assiro Sennacherib avrebbe nominato le porte della capitale del suo regno, Nínive, con gli stessi nomi delle porte della città di Babilonia, fatto che per la ricercatrice britannica avrebbe generato confusione ed errori di interpretazione dei testi antichi. Non solo. Non esistono fonti Babilonesi che parlino dei giardini, mentre sono numerosi gli scritti che celebrano le imponenti opere idriche e il magnifico palazzo reale con colonnati e lussureggianti giardini su più livelli realizzati a Nínive sotto Sennacherib.

Dopo vent’anni di ricerche uno dei maggiori misteri archeologici sta per essere svelato con un libro (The Mystery of the Hanging Garden of Babylon) e quattro prove schiaccianti.


Credits

martedì 3 dicembre 2013

Fiori e frutti per la sfilata in Colombia





Fiori, frutta, rami e foglie utilizzati al posto di tessuti e accessori per realizzare abiti irresistibili… e infatti una modella non resiste e addenta una ciliegia rubata dall’acconciatura!

È la coloratissima passerella di Biofashion, la sfilata 100% green giunta alla settima edizione e andata in scena sabato scorso in Colombia.

lunedì 2 dicembre 2013

Gnocchi di zucca


C’è quella anfora, quella matta, quella spaghetti, la trombetta d’Albenga e il turbante turco. E se quelle bislunghe, a forma di fiasco, erano usate come borracce dai pellegrini, le grosse zucche arancioni possono trasformarsi all’occorrenza in eleganti carrozze. Purtroppo però vale solo per i figliocci di certe fate e comunque solo fino alla mezzanotte.

Dei peponidi, così si chiamano i frutti della zucca, si consumano semi, fiori e frutti, che maturano in 100 giorni e hanno le forme, i colori e le dimensioni più disparate. Le zucche più piccole e stravaganti si coltivano su pergole e recinzioni per un buffo giardino autunnale, quelle più grosse e appetitose passano invece dall’orto alla cucina, dove si trasformano in torte, pani, focacce, risotti e tortelli.

Oppure finiscono in forno, a fette, a 180°C per una ventina di minuti e poi ricadono sulla spianatoia dalle maglie del passaverdure insieme a 700 g di patate lesse. Si aggiunge la farina e dall’impasto saltano fuori gnocchi morbidi e coloriti. Ancora 10 minuti in acqua bollente salata e poi in tavola con burro e salvia… buon appetito!

Ingredienti per 4 persone:
500 g di zucca
700 g di patate
Farina di grano tenero 00
Salvia
Burro
Sale grosso


Nell'orto

La zucca è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Cucurbitaceae originaria dell’America tropicale.
Terreno È un ortaggio avido e vuole un terreno soffice, ben drenato e ricco di concime, da integrare durante la preparazione del tassello di coltura.
Semina In maggio-aprile con una temperatura di almeno 12°C, si interrano gruppi di 4-5 semi a una distanza di 150-200 cm (gli stoloni di zucca superano facilmente il metro!); quando le piantine avranno sviluppato le prime 2-3 foglie se ne lasciano solo un paio per buca.
Avvicendamenti e consociazioni La coltivazione della zucca non va ripetuta sullo stesso terreno per 2-3 anni e non va fatta seguire ad altre curcubitaceae, solonaceae o leguminose, ma si trova bene con patate e mais dolce.
Cimatura Vanno tagliati il tralcio principale e i nuovi germogli alla seconda o quarta foglia e i tralci all’altezza della seconda foglia dopo il frutto.
Raccolta Da settembre a novembre, prima delle gelate e quando la pianta è ormai secca.

giovedì 28 novembre 2013

Le rose di Redouté





Termina sabato 30 novembre la mostra di incisioni che il Museo Civico d'Arte (Pordenone) dedica alle rose di Pierre-Joseph Redouté, pittore botanico vissuta tra Settecento e Ottocento e considerato il Raffaello dei fiori.

Di origine belga, Redouté, pochi anni dopo essersi trasferito a Parigi, diventò il protetto della regina Maria Antonietta, fu poi pittore ufficiale di Giuseppina di Beauharnais, insegnò acquerello all’imperatrice Maria Luisa d’Austria e tenne corsi di disegno al Muséum national d’histoire naturelle.


La mostra, inaugurata lo scorso settembre, comprende una quarantina di disegni tra originali e ristampe antiche tratte dall’opera Les Roses.

Credits

martedì 26 novembre 2013

Intervista a Marion Bartel, la fotografa che fa fiorire le finestre di Parigi


Marion Bartel, parigina, ha deciso di lasciare un lavoro da fotoreporter per far fiorire finestre e balconi della ville lumière.

Nasce così Le Vert à Soi che realizza piccoli spazi con fiori, erbe aromatiche e ortaggi, fornisce vasi e fioriere su misura e, per chi lo desidera, si occupa della manutenzione con periodiche potature, concimazioni e trattamenti antiparassitari.

L’idea di Marion è quella di creare un prolungamento della casa con l’esterno, uno spazio vivo, caratterizzato dal ritmo dalle stagioni. Ogni finestra sarà unica. Essenze, colori e profumi vengono scelti insieme al cliente, tenendo conto dell’esposizione e di quanto tempo si è disposti a dedicare alla cura delle piante. Si può scegliere inoltre di realizzare un angolo verde a tema per celebrare il Natale o un evento speciale come un matrimonio o una nascita o per fare un insolito regalo.

Tutto questo l’ho scoperto sbirciando sul sito http://levertasoi.fr/


Ecco invece che cosa mi ha raccontato lei...

Marion Bartel in cinque aggettivi
Parigina, fotografa, designer, spontanea, gioiosa.

Com’è nato Le Vert à Soi?
Dalla crescente domanda dei clienti innamorati delle mie finestre…

C’è una filosofia dietro il suo lavoro?
Sì! Portare il VERDE in città.

Ha dei collaboratori?
Sì, mio marito!

I suoi progetti hanno uno spirito bohémien e alla stesso tempo molto elegante. Dove trova l’ispirazione?
Dentro di me.

Cosa la diverte di più oggi? Macchina fotografica o fiori e ortaggi?
Ogni lavoro è diverso. Le Vert à Soi mi dà piena indipendenza, è fantastico!

Cosa cresce sui suoi davanzali?
Di tutto! E di tutte le piante mi prendo cura personalmente.

Qual è il suo progetto più riuscito?
Tutti! Perché ci ho messo ogni volta tutto il mio cuore!

Credits
Marion Bartel