venerdì 24 gennaio 2014

Torta di mele


La mela, si sa, è vecchia quanto il mondo. Rossa e succosa, faceva bella mostra di sé nel giardino dell’Eden pronta a tentare Eva. Più in là negli anni, nell’antica Grecia, è ancora una mela a fare danni: Paride elegge Afrodite la più bella dell’Olimpo donandole una mela d’oro e riceve in cambio l’amore di Elena, che però ahimè è già sposata e il fattaccio diventa la scusa per la guerra di Troia. Passa ancora qualche secolo e dopo che una matrigna cattiva e invidiosa tenta inutilmente di sbarazzarsi della rivale con una mela avvelenata e un eroe in calza maglia quasi trafigge l’adorato figlio con una freccia, in un pomeriggio di fine estate del 1666, una mela casca in testa a Isaac Newton e il gioco è fatto: dal bernoccolo alla legge di gravitazione universale in men che non si dica! Tra le mele moderne non vanno poi dimenticate New York, la Beatles Apple Record e quella smangiucchiata fondata da Jobs.

Colpevoli o no di tante traversie le mele vanno tagliate a fette. 
Si amalgamano tuorli e zucchero e si aggiungono via via nell’ordine la farina setacciata con lo lievito, un pizzico di sale, il burro fuso, la scorza grattugiata di un limone, un bicchiere di latte e gli albumi montati a neve.
Qualche cucchiaiata di composto ben distribuita sul fondo di una teglia imburrata, poi le mele a fette ricoperte con il resto dell’impasto e via in forno a 180°C per 40 minuti.

Ingredienti:
6 mele renette a fette
300 g di farina di grano tenero 00
200 g di zucchero
100 g di burro
3 uova
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
la scorza grattugiata di un limone
1 bicchiere di latte

 

Nel frutteto

Il melo appartiene alla famiglia delle Rosaceae ed è la seconda pianta da frutto più diffusa e più anticamente coltivata dopo la vite.
Esposizione e clima Il melo predilige un’esposizione fresca con abbondanti precipitazioni autunno-invernali, posizioni soleggiate e al riparo dai venti forti. È una pianta rustica e può tollerare temperature anche molto basse, fino a -30°C, mentre, inverni troppo miti con temperature superiori ai 9°C, possono compromettere la fruttificazione.
Terreno Meglio se di medio impasto, fresco, ben drenato e concimato.
Piantumazione In autunno. La maggior parte delle cultivar sono autofertili, cioè non si autoimpollinano e, quindi, per ottenere una buona produzione di frutta è necessario inserire nel frutteto una pianta impollinatrice ogni 5-10 piante di altra varietà.
Potature Per una pianta rustica e longeva è meglio scegliere portainnesti dei franchi da seme. In questo caso dopo la piantumazione, l’asta principale va tagliata a un’altezza di 70-80 cm: i tre nuovi rami di ricaccio più vigorosi costituiranno la struttura portante della chioma che andrà lasciata crescere il più possibile libera limitando la potatura all’eliminazione dei rami che crescono verso l’interno della chioma.
Malattie La vita del melo può essere colpita da mille avversità.

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