venerdì 21 febbraio 2014

Jasminum nudiflorum, il gelsomino invernale a fiore giallo


Che sia l'ultima fioritura dell'anno vecchio o la prima dell'anno nuovo non l'ho ancora capito. Jasminum nudiflorum, più comunemente conosciuto come gelsomino invernale, falso gelsomino o gelsomino di San Giuseppe, perché proprio in marzo la sua fioritura precoce raggiunge l'apice, è decisamente la pecora nera della nobile famiglia dei gelsomini per il suo temperamento un po’ ribelle, ma irresistibilmente generoso.   

I suoi ramoscelli sermentosi e leggeri e i suoi petali sottili nascondono un carattere non da poco e una vitalità sconosciuta ai più. Il gelsomino invernale è capace di crescere e moltiplicarsi in terreni poverissimi e nella più totale trascuratezza a ridosso di muretti e in cortili semi-abbandonati. Noncurante dei tempi e delle stagioni, gli basta un tiepido raggio di sole dopo i primi freddi di novembre per schiudere i primi boccioli con mesi di anticipo e i suoi vivacissimi fiorellini gialli, del tutto simili a quelli del gelsomino bianco estivo, resistono al gelo e illuminano il paesaggio innevato.

Il gelsomino invernale predilige un terreno leggero e può essere facilmente coltivato in un vaso o in una fioriera sul balcone esposto a est o messo a dimora in piena terra in autunno o a inizio primavera in una posizione soleggiata o di mezz’ombra.

Se coltivata in vaso va annaffiato regolarmente, evitando però ristagni d’acqua e aspettando che il terreno sia asciutto prima di irrigare nuovamente; in giardino va annaffiato subito dopo l’impianto e nei periodi maggiormente siccitosi. In entrambe i casi possono essere necessarie potature di contenimento al termine della fioritura.

Il gelsomino invernale, a differenza di quello officinale estivo, è una pianta molto rustica, che non teme il gelo e difficilmente viene colpito da malattie e parassiti, ha rami più sottili e flessibili che rendono la pianta particolarmente adatta a essere coltivata come ricadente, quasi sempre si moltiplica da sé, per propaggine, ed è perfetto per chi vorrebbe un angolo fiorito, ma ha uno scarsissimo pollice verde. L’unico perdonabile neo per una piantina tanto generosa è l’assenza di profumo.

mercoledì 19 febbraio 2014

Snowdrops Festival



Difficile rimanere indifferenti davanti alla semplice e coraggiosa bellezza dei bucaneve (Galanthus nivalis): forti e delicati allo stesso tempo sfidano il gelo e illuminano il giardino addormentato con i loro capolini bianchi.

Nel Regno Unito sono amatissimi, tanto che i loro centinaia di fans hanno istituito un club di sostenitori del bucaneve e un festival a loro dedicato, lo Snowdrops Festival, che quest’anno si terrà dal 1 febbraio al 16 marzo a Cambo Estate Gardens, Kingsbarns, St Andrews (Scozia).

martedì 18 febbraio 2014

Intervista ad Antonio Perazzi paesaggista e botanico con il pallino per la scrittura


Su Blossom zine Spring #4 la mia intervista ad Antonio Perazzi in occasione dell’uscita del suo nuovo libro Foraverde: un viaggio nella natura attraverso 11 racconti di verità inventate sul paesaggio dove si intrecciano storie di piante, animali e uomini.

Antonio Perazzi, Foraverde, Maestri di Giardino Editori, Vezza d’Alba (CN), 2013.



Leggi l’intervista a pagina 72 e moltissimo altro su Blossom zine, il magazine digitale dedicato al verde in tutte sue sfumature che a ogni cambio di stagione racconta cosa succede nel mondo del giardinaggio, del design, della cucina, della fotografia, attraverso gli occhi e le penne dei suoi collaboratori sparsi in tutto il mondo!


Clicca qui e scarica il magazine, è gratis!!! 
Potrai leggerlo su pc, tablet e smartphone dove vuoi e quando vuoi.

giovedì 13 febbraio 2014

Blossom zine il regalo perfetto per San Valentino


-1 a San Valentino!

Regala qualcosa di originale, gratuito e green: la nuova rivista digitale dedicata al verde Blossom zine.

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Happy Valentine Day

martedì 11 febbraio 2014

Tea pot garden






Tazze, teiere, bollitori e vecchie scatole di latta del tè ospitano bulbi, fiori recisi ed erbe aromatiche per un profumatissimo centro tavola o un divertente mini-orto per il davanzale della cucina. Sono i tea pot garden che spopolano sul web per chi proprio non può resiste alla tentazione di far fiorire tutto ciò che gli capita a tiro…



Qualcosa di ancora più originale? Usate le teiere smaltate dei mercatini in serie come porta-fiori: appendetele al corrimano della scala in giardino con del robusto filo da pesca, o disponetele bene orinate sugli scaffali di una vecchia libreria a ridosso del capanno degli attrezzi. In entrambe i casi, per evitare di rompere le teiere nel tentativo di forarle sul fondo, mettete al loro interno la piantina con il suo vasetto di plastica oppure, se non passa dall’imboccatura, riempite il fondo della teiera per un terzo con argilla espansa e annaffiate solo quando la terra in superficie è asciutta.

lunedì 10 febbraio 2014

L'abito lo compro... dal flower designer!




Tomas Novak, 27 anni, è un designer ungherese con una grande passione per i fiori trasmessa dalla madre.

Ma Tomas non si limita a coltivarli, li trasforma in bouquet, tessuti, abiti e oggetti artistici che, da giovedì scorso, fanno l’occhiolino ai passanti dal suo nuovissimo atelier genovese in via XII ottobre 130.

Non chiamatelo fioraio!

Credits

martedì 4 febbraio 2014

Helleborus, sempreverde in fiore d'inverno


Oggi sul bisettimanale astigiano La nuova provincia c’è la prima uscita della mia rubrica di giardinaggio PASSI in FLORA!

Sono a pagina 6 e parlo dell’Helleborus niger, meglio conosciuto come rosa d’inverno o rosa Natale: un sempreverde che ha la buona abitudine di fiorire tra dicembre e marzo illuminando il giardino con i suoi candidi fiori bianchi.

 

L’elleboro è una pianta perenne della famiglia delle Ranuncolaceae di origine europea e caucasica dal portamento compatto, che non supera i 15-20 centimetri di altezza, ha foglie coriacee di un bel verde scuro e grandi fiori leggermente appiattiti dai petali bianco puro o con lievi sfumature rosate che ricordano quelli delle rose selvatiche.

Non necessita di particolari cure: una volta sistemate le piantine a una trentina di centimetri l’una dall’altra e meglio lasciarle stare perché non amano essere spostate, annaffiarle regolarmente per mantenere il terreno umido, ma mai intriso d’acqua, e tagliare lo stelo a livello del terreno dopo la fioritura se coltivate in vaso. L’elleboro ama il freddo e predilige un’esposizione ombreggiata: meglio sistemarlo su un balcone esposto a nord o in giardino sotto le fronde di un albero o di un arbusto a foglia caduca.


I suoi vicini di casa ideali sono bucaneve, hosta, primule e polmonarie e più in generale tutte le erbacee del sottobosco che fioriscono a fine inverno. Se riuscirete a creare un habitat di suo gradimento potreste ritrovarvi nel giro di qualche anno delle nuove piantine di elleboro nate da seme, ma se il vostro intento è cimentarvi nella sua moltiplicazione lasciate perdere la semina a meno che non siate dotati di infinita pazienza. I semini interrati in estate germineranno dopo circa dieci mesi e poi dovrete aspettare almeno altri quattro anni per vedere il primo fiore; sempre che nel frattempo la giovane piantina non sia morta di caldo, di freddo, di sete o non se la sia mangiata una lumaca ingorda. Molto meglio moltiplicare gli ellebori per divisione dei cespi in autunno.


Da non perdere una visita al giardino degli ellebori di Pietra Ligure (SV), la più vasta collezione di ellebori in Italia con circa 370 tra specie, sottospecie, incroci e cultivar, di cui 70 in vendita. Aperto al pubblico tutte le domeniche dal 2 febbraio al 23 marzo dalle 13 al tramonto.