lunedì 17 marzo 2014

Un labirinto per l'estate


Dalla Scandinavia all’Egitto, dalle Americhe all’India, da millenni i labirinti affascinano l’uomo, che li ha incisi nella roccia, raffigurati in dipinti, arazzi e mosaici, costruiti con mucchi di pietre o zolle d’erba, come intrichi vegetali o di stanze e scale.

Il più famoso tra i labirinti di tutti i tempi è senza dubbio il leggendario labirinto di Cnosso sull’isola di Creta. Un palazzo risalente al 2000 a.C. dalla struttura tanto complessa da dare origine al mito, secondo il quale fu costruito dall’architetto Dedalo per nascondervi il Minotauro, il mostro mezzo uomo e mezzo toro sconfitto da Teseo grazie all’aiuto della bella Arianna.
Il più grande e complesso dei labirinti antichi, fatto di stanze, scale e corridoi è invece quello del tempio dei morti a Hawara, in Egitto. Costruito nel XIX secolo a.C. per volere del faraone Amenemhet III a sud della sua piramide, comprende 3000 stanze collegate tra loro su due piani.


Nel medioevo il labirinto assume un significato religioso e compare sui pavimenti delle cattedrali europee come simbolo della ricerca della salvezza. Chiamati leghe di Gerusalemme, questi labirinti erano percorsi in ginocchio dai fedeli che non potevano recarsi in pellegrinaggio in Terra Santa. Uno dei più conosciuti è quello che ricopre gran parte del pavimento della Cattedrale di Chartres, in Francia.


Con il Rinascimento i labirinti perdono il loro significato mistico e religioso e diventano un elemento immancabile dei giardini di ville nobiliari e castelli. I labirinti, che fino ad allora erano costruiti sul modello classico del labirinto di Cnosso, con una pianta circolare o quadrata, un’unica entrata e un percorso senza incroci che conduceva al centro del dedalo, si fanno sempre più articolati, includono statue, fontane e giochi d’acqua e riscuotono un grande successo come elemento ludico fino al XVIII secolo.

Nell’Ottocento si impongono invece nuovi canoni estetici e il giardino, interpretato in chiave romantica, deve lasciare spazio a linee morbide e ad ampie vedute sul paesaggio circostante e così, molti labirinti, come quello di Versailles, vengono rasi al suolo. Solo l’Inghilterra preserva alcuni dei suoi antichi labirinti, come quello di Hampton Court. Progettato nel 1690 per il palazzo di Guglielmo d’Orange, è il più vecchio d’Europa.

Il più famoso e suggestivo labirinto italiano è invece quello di Villa Pisani a Stra, in provincia di Venezia. Costruito nel 1721, presenta un solo accesso coincidente con l’uscita e nove anelli concentrici di siepi di bosso, al centro dei quali sorge una torre in pietra ornata da una scala a chiocciola.


Il più grande del mondo è il Pineapple Garden Maze della Dole Plantattion alle Hawaii, dove 14 mila pinate di tutte le varietà possibili di bisco, fiore simbolo dell'arcipelago, costituiscono un labirinto a forma di ananas che si estende su un'area di quasi 13 mila metri quadrati.


Recentemente i labirinti conoscono una nuova epoca d’oro. Ville e castelli ripristinano i loro dedali vegetali abbandonati o distrutti dall’incuria, mentre nelle campagne sempre più spesso compaiono labirinti effimeri, progettati con siepi di mais o erba, dove i visitatori possono giocare “a perdersi”. Anche se solo per una stagione.



Il Progetto


Un labirinto è sicuramente un progetto molto ambizioso che, oltre ai grandi spazi, richiede un grandissimo lavoro di preparazione e di progettazione per delimitare le aree da seminare, che in estate costituiranno i “muri verdi”, e quelle destinate al passaggio. Si può provare però a costruirne uno in miniatura, oppure più semplicemente utilizzare qualche filare di mais come insolita siepe, per schermare una visuale troppo aperta e dare un po’ di privacy al giardino, o per ombreggiare le piantine più delicate dell’orto nelle ore più calde dei pomeriggi estivi.
Il mais si semina in primavera, raggiunge la sua massima altezza tra luglio e agosto, quando il giardino ha più bisogno di ombra, per poi maturare ed essere raccolto tra la fine di ottobre e la prima metà di novembre, quando la pianta è ormai completamente secca.
Per costruire un “labirinto per l’estate” è necessario partire con un po’ di anticipo. Per prima cosa si deve preparare il terreno: smovere la terra in profondità, eliminare piccoli arbusti, piante infestanti ed eventuali pietre, sminuzzare le zolle di terra e possibilmente concimarlo. A questo punto arriva la parte più difficile, ma anche più divertente: riportare sul terreno il disegno del labirinto. Muniti di corde e picchetti di legno, come gli antichi egizi, si traccia prima il perimetro esterno del labirinto partendo dalle diagonali, poi si prosegue con la suddivisione del percorso interno. Infine si semina e si attende fiduciosi.

Botanica in pillole
Mais, granoturco (Zea mays): originario dell’America centrale, è una pianta erbacea annuale che può raggiungere i 3 m; il fusto è duro e segmentato; le foglie sono lineari, nastriformi, allungate, con un’unica nervatura centrale, lunghe più di 50 cm e larghe 5/6 cm; la pianta possiede sia fiori maschili, che danno origine all’infiorescenza posta in cima al fusto, sia fiori femminili, che danno invece origine alla pannocchia; è coltivato in tutta la fascia temperata, in terreni profondi e freschi, ben areati e ricchi di sostanze organiche.

Curiosità
Coltivato in Messico già 7000 anni fa era ritenuto dagli indiani d’America un dono del dio Hiawatha non solo perché rivestiva un ruolo chiave nella loro alimentazione, pari al frumento per gli europei, ma perché questa pianta non è presente in natura allo stato spontaneo.
Il mais rientra tra le tante specie vegetali introdotte in Europa a seguito delle esplorazioni geografiche del XVI secolo e poi diffuse in tutto il mondo.

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