mercoledì 9 aprile 2014

MIO orto


L’orto non è più solo “faccenda” di chi vive in campagna e si occupa di agricoltura, l’orto è stato definitivamente legittimato a giardino. Frutti e ortaggi vengono reinterpretati, scelti non tanto in vista di conserve e marmellate, ma per forma e colore, sapientemente accostati a fiori ed erbe aromatiche per creare un aiuola romantica, una scultura pop o un davanzale elegantemente scompigliato.

I primi sono stati designer e architetti paesaggisti britannici, come l’inglese Bunny Guinnes che, aprendo le porte della sua tenuta ai giornalisti di una rivista del settore, mostrava come nella zone dedicata ad orto, piselli odorosi, melanzane e peperoncini crescevano vigorosi, l’uno accanto all’altro nella stessa fioriera, in una sapiente combinazione di forme in verde-rosso-viola.


Poi arriva Marion Bartel (leggi l’intervista), la fotografa che con Le Vert à Soi si inventa un nuovo mestiere: rose, peperoni e graminacee, per dare una nota verde a davanzali e balconi parigini. Il suo verde bohemienne è un’idea da copiare per chi ha poco tempo e piccoli spazi, ma non vuole rinunciare a un angolo di verde bello da vedere e buono da magiare.

Ortaggi orgogliosi del loro essere verdure si affacciano dai tetti delle metropoli a New York, Londra e Tel Aviv e conquistano 1 italiano su 4, definitivamente convertito a terra e semi.

MIO orto 2013

Più o meno così, lo scorso anno, è nato anche il MIO orto.

Tre aiuoline di 2,5x2 m separate da vialetti lasciati a prato. Volevo un orto colorato, pieno, ricco, dove si mescolano fiori e frutti, forma e portamento, sapore e profumo. E così nella prima aiuola ho seminato prezzemolo, ravanelli e camomilla, qualche piantina di calendula e un solco di patate. Nella seconda ho sistemato, in due angoli opposti, ribes e mirtilli (i primi hanno fatto un sacco di foglie mentre i frutti dei secondi sono stati spazzati dalla pioggia ancora acerbi), poi due piante di zucchini, un po’ di lattuga, un altro solco di patate e, al centro, su un intreccio di canne tipo tenda indiana ho fatto arrampicare i piselli odorosi. Nella terza di nuovo l’intrigo di canne e piselli odorosi, altre due piante di zucchini, un solco di zinnie al posto delle patate e, erroraccio, pomodori e melanzane che appartengono entrambe alla famiglia delle solonaceae e per la legge delle consociazioni si odiano. E me lo hanno fatto capire chiaramente: le due piante di melanzana sono rimaste immobili così come le ho piantate, non una foglia in più!

MIO orto 2014

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