lunedì 30 giugno 2014

Street art e natura








Quando la Street art incontra il verde cittadino, alberi, erbacce e cespugli diventano parte integrante dell’opera!

giovedì 26 giugno 2014

Giardino delle erbe aromatiche


A volte capita di avere un angolo di giardino “disgraziato”. Vuoi per l’esposizione, vuoi per una terra non delle migliori o per una scelta sbagliatissima di piante il risultato può essere davvero deprimente. Il mio angolo funesto era in realtà un rettangolo di prato di 10X2 m., bruciato dal sole dall'alba al tramonto, stretto tra il marciapiede lungo il lato sud della casa e un muretto di contenimento dove alcune fioriere di gerani davano un tocco di colore.


Il progetto step by step
 

1. Vangare in profondità il terreno, eliminare tutte le infestanti (con le radici!!!) e aggiungere qualche sacco di terriccio universale

2. Sistemare lungo il muretto una siepe di rose bianche dal portamento compatto e strisciante, rustiche e rifiorenti per dare colore e movimento all’aiuola 


3. Creare un punto focale al centro dell’aiuola: per farlo ho scelto una pianta di alloro da potare in forma (quando sarà cresciuta!)

4. Suddividere il terreno rimasto con delle pietre segna-passo in tanti rettangoli uguali dedicati ad altrettante erbe aromatiche “mescolate” in base a colore, forma e portamento.


Dopo il primo anno dall’impianto le erbe avranno ricoperto tutto lo spazio a loro riservato contribuendo a tenere a bada le infestanti, richiederanno pochissima acqua e la cucina avrà guadagnato nuovi sapori!


Le aromatiche che ho scelto:
santolina
rosmarino prostrato
maggiorana
timo dorato
(in autunno, quando tutto è un po’ smorto, si accende di fiori rossi che resistono fino a dicembre)
lavanda spigata
basilico
(l’unica erba non perenne dell’aiuola)
elicriso
melissa
timo
origano

mercoledì 25 giugno 2014

I giardini surreali di Anne




Farfalle, piume, insetti, erbacce, ricci di mare, fiori e conchiglie raccolti e a lungo osservati dall’artista olandese Anne ten Donkelaar si trasformano in paesaggi surreali dove margherite e fiori di cicoria crescono in fondo agli abissi di un improbabile oceano, i funghi condividono il sottobosco con cactus in fiore e uccelli del paradiso, spighe d’erba sorreggono coloratissimi bouquet esotici.



Sono tutti collage 3d realizzati con fiori pressati e immagini di fiori ritagliate fissati con spilli sul fondo del quadro.

Credits

lunedì 23 giugno 2014

Foglie e fiori nella notte di San Giovanni


Rose, lavande, iperico, gelsomino, caprifoglio, menta, rosmarino e salvia: si raccolgono al tramonto e si lasciano in infusione in un catino d’acqua all’aperto, alla luce di quel cielo un po’ speciale della notte di San Giovanni, quando il Sole inverte la sua rotta e le giornate cominciano ad accorciarsi.

L’indomani mattina, il magico infuso lasciato al chiaro di Luna, dovrà essere usato per spruzzarsene il viso come faceva Puck nel Sogno di una notte di mezza estate.


Sacro e profano si incontrano nelle leggende e nelle tradizioni di queste notti di inizio estate cariche di buoni auspici. Per i nostri antenati la notte tra il 23 e il 24 giugno rappresentava l’unione tra il Sole e la Luna, il fuoco e l’acqua, il maschile e il femminile, da cui derivano i rituali della tradizione contadina legati ai falò e alla rugiada che il Cristianesimo ha ricondotto alla figura di San Giovanni che battezzava i fedeli nelle acque del Giordano. Tra il solstizio di estate e il 29 giugno, dedicato ai Santi Pietro e Paolo, si accendevano i falò per rigenerare la terra e scacciare il maligno e si raccoglievano felci ed erbe intrise di rugiada per assicurarsi fortuna e scacciare ogni male. Felicità, grazia, amore e fecondità venivano affidate al cielo stellato di giugno secondo una memoria antica che unisce i popoli di tutta Europa.

Raccogliere le foglie e fiori del giardino in questa notte un po’ magica e come starsene naso all’insù a caccia di stelle cadenti nella notte di San Lorenzo: buffo e irresistibile!

mercoledì 18 giugno 2014

Nasturzi allegri e versatili dentro e fuori dall'orto


In vaso sul balcone, nell’orto e persino in cucina per insaporire le insalate con un tocco piccante: il nasturzio, oltre a essere in fiore tutta l’estate, e così vivace e versatile che sarebbe un vero peccato non averne nemmeno una piantina!

Comunemente chiamato tropeolo, è un’erbacea annuale originaria del Sud America dalle caratteristiche foglie tondeggianti e dai vistosi fiori gialli, arancioni e rossi dotati di un lungo sperone nettarifero nei quali Linneo riconobbe gli scudi e gli elmi dorati del trofeo dell’antichità nell’iconografia classica, battezzando la pianta col nome latino Tropaeolum (dal greco tropaion = trofeo). Da lì il significato di patriottismo attribuito ai nasturzi nel linguaggio dei fiori.

Con i loro lunghi fusti e il portamento ricadente i nasturzi sono perfetti per le fioriere da fissare sul parapetto del balcone, su davanzali e muretti in giardino o ancora, per ricoprire una spalliera a ridosso di un muro o per schermare terrazzi e balconi da sguardi indiscreti. Di grande effetto da soli, possono essere abbinati con successo a lantane gialle e arancioni o, in contrasto, con lavanda spigata.

I nasturzi crescono bene in pieno sole a patto di essere annaffiati tutte le sere nelle giornate più calde. Per piantine sempre in forma anche in vaso è utile eliminare di volta in volte i fiori appassiti e irrigare con un concime liquido per piante fiorite una volta a settimana.

Meglio ancora, piantate o seminate i nasturzi nell’orto o nel frutteto dove daranno il meglio di sé: i fiori coloratissimi rallegreranno il verde monotono di distese di verde lattuga e, allo stesso tempo, faranno il loro dovere di pianta utile alla coltivazione biologica attirando gli insetti “buoni” e tenendo lontani i nemici giurati di cavoli e cavolfiori, zucche, cetrioli e alberi da frutto. A piedi di meli, peschi e albicocchi possono essere coltivati come tappezzanti mentre, nell’orto, è meglio farli arrampicare su canne di bambù o direttamente sui sostegni di pomodori e fagioli per evitare che invadano tutta l’aiuola. Si documentano casi non troppo rari di nasturzi alti cinque metri!