mercoledì 16 luglio 2014

Ibisco, il fiore simbolo dei tropici


Guardare ma non toccare. Anche se è difficile resistere. I fiori grandi e sensuali dell’ibisco sbocciano alle 10 del mattino e cadono appassiti nel pomeriggio. Per questo rappresentano l'amore e la bellezza fulminea e fugace. Sono simbolo per antonomasia dei tropici e dal 1923 dello Stato delle Hawaii, dove i turisti sono accolti con ghirlande di benvenuto e le ragazze portano questi fiori tra i capelli per suggerire il loro status sentimentale: dietro l’orecchio sinistro se sono single, dietro quello destro se sono impegnate, dietro entrambi se sono impegnate ma desiderano ugualmente un nuovo amore. Lo stesso fanno i ragazzi Polinesiani.

Originari delle zone tropicali e subtropicali del Pacifico, sull’isola di Celyon gli ibisco sono veri e propri alberi che arrivano a raggiungere i 5 m di altezza con fiori di 15 cm di diametro, tanto appariscenti da essere comunemente usati come catarifrangenti e segnali di pericolo per carichi sporgenti.

Da tanta bellezza devono essere stati colpiti i colonizzatori europei che importarono questo fiore in Europa nel Settecento per poi diffonderlo in tutto il mondo, dando il via all’ibridazione per ottenere fiori sempre più spettacolari da riservare ai giardini dei governatori e delle autorità delle Compagnie delle Indie.

Radici, foglie, petali e semi di alcune delle 300 specie sono utilizzati nell’industria farmaceutica; con le fibre ottenute dalla lavorazione della corteccia si producono tessuti, reti e carta; dai rizomi si ricavano essenze e profumi; i piccoli frutti di alcune specie sono commestibili mentre dai petali si ricava un colorante alimentare naturale e il karkadè, una tisana color rosso rubino dall’aroma fruttato, ricca di vitamina C e antiossidanti, molto di moda negli anni Trenta.


Botanica in pillole

Hibiscus rosa-sinensis
Originario delle zone tropicali e subtropicali del Pacifico, è un arbusto a foglie caduche; i fiori, semplici o doppi, rifioriscono per gran parte dell’anno; predilige posizioni soleggiate e terreni freschi e umidi, non sopporta le temperature al di sotto dei 10-12 gradi; si moltiplica per seme o per talea.

Hibiscus syriacus
È la specie più diffusa in giardini e parchi pubblici italiani, è un arbusto a foglie caduche rifiorente da luglio a ottobre nei colori bianco, rosa, viola e lilla; predilige una posizione soleggiate, sopporta bene brevi periodi di siccità e resiste al freddo; la moltiplicazione avviene per seme o per talea. Si coltiva generalmente in piena terra, come pianta singola, ad alberello o a cespuglio, o per realizzare siepi fiorite.


Hibiscus moscheutos
Originario delle zone umide e paludose degli Stati Uniti meridionali, è un'erbacea annuale dal fusto robusto che può raggiungere i 2 m; i fiori di cinque petali raggiungono facilmente i 30 cm di diametro e si aprono da luglio a settembre in senso antiorario a partire dai boccioli posti nella parte più alta del fusto; predilige posizioni di mezz’ombra e un terreno molto umido. L’ideale sarebbe coltivare questo ibisco al bordo del prato o in un angolo dell’orto. L’hibiscus moscheutos sopporta piuttosto bene il freddo: in autunno sparisce sottoterra e rispunta in tarda primavera.

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