martedì 22 luglio 2014

Rosa di Jerico


La Rosa di Jerico appartiene a una categoria di piante a dir poco pazzesche!
Originaria del deserto ha escogitato un metodo infallibile per sopravvivere anni nella più completa siccità: in mancanza d’acqua le sue foglie seccano completamente, si chiude a riccio e tutta appallottolata si lascia trasportare dal vento di duna in duna fino a che qualche goccia di pioggia riempie un piccolo avvallamento del terreno, lei ci finisce dentro e inizia a spiegare le foglie che tornano a essere verdissime.
Non a caso è conosciuta anche come pianta della resurrezione.



Questa incredibile piantina è spesso venduta come souvenir ai turisti con un foglietto di istruzioni che spiega “Come far fiorire la Rosa”. Si immerge la Rosa in acqua per qualche ora, poi si appoggia in un contenitore con 2-3 cm d’acqua e si lascia che la assorba completamente senza aggiungerne altra. Una volta prosciugata tutta l’acqua la Rosa si seccherà completamente avvolgendosi nuovamente su se stessa. È necessario rispettare il ciclo della pianta non lasciandola in acqua per più di 3-4 giorni consecutivi. Si dovrà attendere almeno altri 15-20 giorni prima di rimetterla in acqua, oppure la si terrà disidratata per un lungo periodo.


La Rosa di Jerico è originaria della Terra Santa e si ritiene sia stata portata per la prima volta in Europa dai Crociati e dai pellegrini ed è accompagnata da innumerevoli leggende. La più famosa narra che la Vergine Maria, sulla strada di Nazareth si dissetò con l’acqua racchiusa nel cuore della rosa e, grata alla pianta, la rese immortale. In tutta Europa si crede che possedere la pianta porti felicità, benedizione e fortuna mentre, le donne beduine fanno il bagno dove la Rosa si apre a fiore, ne bevono l’acqua e la usano per preparare impacchi che ritengono curativi.

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