venerdì 21 novembre 2014

Euonymus, bacche come gioielli



Il suo legno ha un delicato profumo di mela, fusto e rami hanno una scorza rossiccia; le foglie sono opposte, ovate o lanceolate, appuntite all’apice; i fiori poco appariscenti sono seguiti da frutti caratterizzati da capsule composte da 4 lobi marcati, prima verdi poi fucsia, lucide, del diametro di 1,5 cm che, aprendosi, mostrano 4 semi arancioni.


È l’Euonymus europaeus, o “berretto del cardinale”, un arbusto deciduo diffuso in tutta Italia dal livello del mare fino agli 800 m di quota nei boschi di latifoglie un po’ insignificante per gran parte dell’anno, in autunno inoltrato le sue foglie leggere virano dall’oro al rosso e le numerose bacche illuminano siepi e giardini con lampi di colore. 


Una pianta autoctona europea piuttosto rustica, che meriterebbe di essere riscoperta un po’ per il piacere di rifugiarsi in un giardino che sia davvero un angolo di natura, per godersi lo spettacolo di tordi, merli e pettirossi ghiotti delle sue sugose bacche e perché non necessita di cure e manutenzioni dispendiose. Si adatta bene sia alle rigide temperature invernali (fino -20°C) sia il caldo. Predilige un’esposizione in pieno sole o di mezz’ombra e suoli neutri o alcalini, ma sopporta bene anche terreni poveri o argillosi e il salmastro. Si moltiplicano per seme a gennaio, per talea semi-legnosa o per innesto a fine estate. Un po’ d’acqua subito dopo l’impianto e poi, abituato com’è alla vita selvatica dei boschi, se la caverà anche senza di voi.

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