giovedì 10 aprile 2014

E tu, cosa semini?





La stagione è quella giusta, coma semini?



E poi come fai a ricordarti cos'hai seminato lì in quel vaso?
E in quel tassello laggiù nell'orto?




Per non dimenticarci cosa abbiamo seminato...

Possiamo davvero sbizzarrirci trasformando vari oggetti di recupero come sassi, vecchie posate di peltro, mollette in legno per il bucato, tappi di sughero e persino gli stecchi del gelato.

mercoledì 9 aprile 2014

MIO orto


L’orto non è più solo “faccenda” di chi vive in campagna e si occupa di agricoltura, l’orto è stato definitivamente legittimato a giardino. Frutti e ortaggi vengono reinterpretati, scelti non tanto in vista di conserve e marmellate, ma per forma e colore, sapientemente accostati a fiori ed erbe aromatiche per creare un aiuola romantica, una scultura pop o un davanzale elegantemente scompigliato.

I primi sono stati designer e architetti paesaggisti britannici, come l’inglese Bunny Guinnes che, aprendo le porte della sua tenuta ai giornalisti di una rivista del settore, mostrava come nella zone dedicata ad orto, piselli odorosi, melanzane e peperoncini crescevano vigorosi, l’uno accanto all’altro nella stessa fioriera, in una sapiente combinazione di forme in verde-rosso-viola.


Poi arriva Marion Bartel (leggi l’intervista), la fotografa che con Le Vert à Soi si inventa un nuovo mestiere: rose, peperoni e graminacee, per dare una nota verde a davanzali e balconi parigini. Il suo verde bohemienne è un’idea da copiare per chi ha poco tempo e piccoli spazi, ma non vuole rinunciare a un angolo di verde bello da vedere e buono da magiare.

Ortaggi orgogliosi del loro essere verdure si affacciano dai tetti delle metropoli a New York, Londra e Tel Aviv e conquistano 1 italiano su 4, definitivamente convertito a terra e semi.

MIO orto 2013

Più o meno così, lo scorso anno, è nato anche il MIO orto.

Tre aiuoline di 2,5x2 m separate da vialetti lasciati a prato. Volevo un orto colorato, pieno, ricco, dove si mescolano fiori e frutti, forma e portamento, sapore e profumo. E così nella prima aiuola ho seminato prezzemolo, ravanelli e camomilla, qualche piantina di calendula e un solco di patate. Nella seconda ho sistemato, in due angoli opposti, ribes e mirtilli (i primi hanno fatto un sacco di foglie mentre i frutti dei secondi sono stati spazzati dalla pioggia ancora acerbi), poi due piante di zucchini, un po’ di lattuga, un altro solco di patate e, al centro, su un intreccio di canne tipo tenda indiana ho fatto arrampicare i piselli odorosi. Nella terza di nuovo l’intrigo di canne e piselli odorosi, altre due piante di zucchini, un solco di zinnie al posto delle patate e, erroraccio, pomodori e melanzane che appartengono entrambe alla famiglia delle solonaceae e per la legge delle consociazioni si odiano. E me lo hanno fatto capire chiaramente: le due piante di melanzana sono rimaste immobili così come le ho piantate, non una foglia in più!

MIO orto 2014

venerdì 4 aprile 2014

Tiglio di Sant'Orso: 500 anni di conflitti, invasioni e temporali


Sul numero 32 di aprile/maggio della rivista Giardino Antico ci sono anch’io! Dopo lo stage in redazione di quest’estate, ho iniziato da poco una collaborazione con la redazione. Sono a pagina 14 con una rubrica tutta mia dedicata ai patriarchi verdi!

In questa prima puntata parlo del Tiglio di Sant’Orso di Aosta, un vecchietto di 500 anni davvero tosto: sopravvissuto a conflitti, invasioni, temporali e scavi archeologici (abbastanza frequenti nella cittadina valdostana definita non a caso “la Roma delle Alpi”), dopo quasi mezzo millennio è ancora lì, tutt’altro che moribondo e le sue fronde puntualissime si ricoprono a ogni primavera di delicati e profumatissimi fiori.


Tutta la storia del Tiglio di Sant'Orso in edicola!

mercoledì 2 aprile 2014

Frittata di viole ed erbe spontanee


Viole, germogli e foglie raccolti nei prati e la frittata è fatta! Una vera delizia per i picnic di primavera...


Ingredienti:

Foglie di Allium ursinum, Silene

Germogli di Humulus lupulus, luppolo, in dialetto luertiss o luvertiss

Fiori di Viola odorata


Preparazione:


Tritate le foglie di Allium ursinum e i germogli di Humulus lupus dopo averli sciacquati e asciugati con un canovaccio; quindi trasferite il trito in una terrina e aggiungete uova, Parmigiano grattugiato, sale e noce moscata. Versate il composto in una padella antiaderente in cui avrete fatto precedentemente scaldare un giro d’olio extravergine di oliva e adagiate i fiori di viola sulla frittata. Quando l’uovo si sarà rappreso, girate la frittata, lasciate cuocere un altro minuto e servite.


Buon appetito!