domenica 14 giugno 2015

Hemerocallis: dalle zuppe cinesi alle serre di New York


Dal giallo pallido al rosso scuro, le Hemerocallis aprono, in queste settimane, i grandi fiori, molto simili a quelli del giglio, in tutte le sfumature dei colori caldi, sovrastati da foglie verde chiaro, leggermente arcuate. I fiori durano un giorno appena, ma ciascuno stelo termina con un grappolo di boccioli che si aprono a scalare per oltre un mese.


Originarie di Cina e Giappone, dove i fiori appena sbocciati sono ingredienti di insalate, zuppe e tempure, le Hemerocallis comprendono una ventina di specie e moltissime varietà, nate dalla ricerca degli ibridatori, per lo più americani, sbizzarritisi a tal punto che oggi è possibile scegliere tra circa 74 mila cultivar diverse, per colore, altezza, taglio dei petali e periodo di fioritura, da metà maggio all’autunno.

Nella prima metà del Novecento, dai giardini-laboratorio di questi solerti ibridatori, alcune piante sono “fuggite”, iniziando a colonizzare spazi incolti: boschi dai suoli ricchi e profondi, margini delle strade e zone paludose, dimostrando l’incredibile capacità di adattamento che ne ha decretato la fortuna.


La varietà più diffusa, l’Hemerocallis fulva, ha fiori dal centro giallo carico e petali arancio scuro alle estremità. Particolarmente rustica e vigorosa, può raggiungere i 90 cm di altezza e si adatta a qualunque tipo di terreno ed esposizione, sopporta brevi gelate invernali e periodi di siccità, tanto da essere spesso scelta per consolidare terreni impervi e scoscesiUna posizione particolarmente soleggiata, inoltre, scoraggerà le lumache, ghiotte dei germogli di queste piante che non richiedono cure particolari, se non il taglio delle corolle appassite e qualche annaffiatura nelle settimane più torride.

Le Hemerocallis sono piante erbacee, perenni, rizomatose, appartenenti alla famiglia delle Liliaceae, facilmente coltivabili anche in vasoSpuntano dal terreno a primavera con le foglie lunghe e sottili e spariscono in autunno. Le stagioni migliori per metterle a dimora o per moltiplicarle, dividendo i cespi adulti, sono, dunque, l’autunno e la primavera. Le radici vanno interrate a una distanza di almeno 50 centimetri le une dalle altre perché tenderanno a ingrossarsi e moltiplicarsi autonomamente.

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