venerdì 7 agosto 2015

A Gherghenzano un platano testimonia le novità dell'epoca napoleonica



Sopravvissuto al passaggio dell’armata napoleonica e alla “riforma” del Bonaparte sui luoghi di sepoltura, oggi osserva silenzioso una piccola chiesa e la campagna dove, nel Quattrocento, si scontrarono gli eserciti dei Visconti e dei Bentivoglio.

È il plurisecolare platano di Gherghenzano, frazione di San Giorgio di Piano, nel bolognese, cui è dedicata la rubrica l’Albero Maestro, sul numero 40 di Giardino Antico, in edicola questo mese.

Si tratta di un Platano comune (Platanus hybrida), plurisecolare, dal 2003 inserito nell’elenco degli alberi monumentali dell’Emilia Romagna come “Gigante Protetto”, per via della sua mole (alto 33 metri, il tronco ha una circonferenza di 6!) e della sua dimora. È infatti l’ultimo dei quattro platani che delimitavano i quattro cantoni del primo e più antico cimitero di Gherghenzano, accanto alla chiesa di San Benedetto, poi trasferito altrove in seguito al decreto napoleonico di allontanamento dei luoghi di sepoltura dai centri abitati, al fine di migliorare le condizione di igiene, scongiurando malattie ed epidemie.

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