martedì 29 settembre 2015

Aster e graminacee a L'Erbaio della Gorra




Lo scorso fine settimana sono stata a L’Erbaio della Gorra di Casalborgone (TO), per l’annuale appuntamento di porte aperte, Tra stelle e spighe, in concomitanza con la fioritura delle oltre cento varietà di Aster, la collezione più importante del vivaio, accanto a quelle di graminacee ornamentali e sedum.




Come sempre, non sono mancati i vivai ospiti:
Vivai Giani – piante rampicanti (Morentino, Torino)
Vivaio Alberto Rova – Piante succulente, caudiciformi e insolite (Chieri, Torino)
Le carnivore di Miché (San Raffaele Cimena, Torino)
Neò – Natura su Misura Garden Design (Torino)




Tra nuovi arrivi e varietà già conosciute, queste le mie preferite:


Aster e graminacee dall’effetto nuvola


l’Aster ‘Boltonia decurrens’, che ricorda il fiore della camomila


l’Echinacea a fiore doppio ‘Secret passion’


Foto Ultimissime dall'orto

lunedì 14 settembre 2015

Echinacea per un giardino (quasi) spontaneo ed ecosostenibile



Le piante e i giardini seguono mode e tendenze, esattamente come abiti, auto e complementi d’arredo. Può trattarsi di nuove varietà o di accostamenti di piante e colori, dimenticati e soppiantati nell’arco di qualche stagione. Di rado, nasce un nuovo stile, una nuova concezione del verde, capace di affermarsi nella rosa dei giardini tipo: all’inglese, all’italiana, islamico, giapponese... Così è successo negli ultimi decenni con i giardini naturali, creati con un sapiente mix di erbacee, intervallato da qualche arbusto.


Dall’aria spettinata e selvaggia, resistenti agli sbalzi climatici, ecologicamente sostenibili e capaci di dare l’impressione di essere nati da sé, sono cresciuti, a partire dalla fine degli anni Ottanta, in pochi “giardini d’autore”, per mano della creatività ribelle di Piet Oudolf, paesaggista olandese di fama internazionale celebre per i suoi giardini di “erbacce”, primo fra tutti il suo progetto per la High Line di New York.



Da qualche anno, complice una maggiore reperibilità delle specie caratteristiche di questa tipologia di giardini, sono alla portata di tutti. 

Una lunga premessa per presentare un’erbacea indispensabile in qualsiasi giardino che voglia assomigliare il più possibile a un angolo di natura: l’Echinacea purpurea, una pianta perenne, dalle grandi margherite rosa porpora (fino a 15 cm di diametro), in fiore da fine maggio a settembre, originaria delle praterie del nord America e facilissima da coltivare perché molto resistente. Sopporta sia il caldo torrido, sia le gelate invernali, fino a -15°C.
L’Echinacea predilige esposizioni soleggiate e terreni fertili, freschi e ben drenati. Va innaffiata con costanza subito dopo la messa a dimora, che può essere effettuata tutto l’anno a eccezione dei mesi freddi o troppo caldi, successivamente solo quando il terreno sarà completamente secco. Per prolungare il periodo di fioritura è importante eliminare i fiori appassiti. A fine novembre si taglia tutta la pianta, ormai secca, a dieci centimetri da terra. Ricaccerà la primavera seguente. L’Echinacea purpurea può essere moltiplicata recuperando i semi dai capolini sfioriti, oppure per divisione dei cespi, in autunno o primavera, prima della fioritura.

In giardino ho abbinato l’Echinacea ad Aquilegia,

venerdì 11 settembre 2015

El Drago e Pino Gordo: i giganti verdi di Tenerife




Sono due i giganti verdi di Tenerife: El Drago, il più famoso e tappa delle più gettonate escursioni guidate dell’isola, a Icod de los Vinos nel nord ovest dell’isola, e il Pino Gordo nel comune di Vilaflor, l’ultimo centro abitato a sud del Parco del Teide.




Forse proprio millenario come lo vuole la tradizione non è, ma di certo El Drago esercita un certo fascino. Nel punto più alto del paese, al centro di un giardino delimitato da muretti di calce, El Drago, considerato l’esemplare più vecchio di Dracaena draco dell'arcipelago, è di certo una delle attrazioni più fotografate. Si tratta di una specie subtropicale endemica delle isole Canarie, appartenente alla famiglia delle Agavaceae. Il nome “draco” fa riferimento alle “teste” di foglie che ricoprono le estremità dei rami e che raddoppiano ogni anno: contandole si può stabilire l’età della pianta. Altre peculiarità della Dracaena draco sono il tronco cavo, nel quale la pianta immagazzina l’umidità atmosferica raccolta attraverso le lunghe foglie coriacee e lanceolate, e la preziosa linfa rossa, usata dai primi abitanti dell’isola per le sue proprietà cicatrizzanti e oggi ingrediente di cosmetici e liquori.




Oltre alla Dracaena draco, altra specie endemica molto diffusa sull'isola al di sopra degli 800 metri di altitudine è il Pinus canariensis, un sempreverde capace di adattarsi alle alte temperature e al duro terreno lavico che caratterizzano le pendici del vulcano Teide. Appartiene a questa specie il Pino Gordo, un gigante verde di 45,12 metri di altezza e 9,36 metri di diametro, protagonista di un’affascinante leggenda, che narra l'amore contrastato di due giovani.






Lui, un conquistadores spagnolo, lei, una giovane ragazza dell’isola, morti di dolore per l’impossibilità di stare insieme, si trasformano in alberi. Sul tronco del Pino Gordo si riconosce il volto sofferente del ragazzo, mentre la giovane, tramutata in un altro pino secolare, poco più a nord e quasi identico al Pino Gordo, veglia sul suo amato.