martedì 27 ottobre 2015

Anemone japonica tenace e luminoso, da abbinare a graminacee e piccoli arbusti



Petali bianchi e arrotondati e bottone giallo centrale, come i fiori disegnati dai bambini, si aprono da bocci tondi, che s’ingrossano in fretta, in cima a steli alti e leggeri, e incantano per la loro semplicità.

L’Anemone japonica, diversamente dalle altre varietà della specie, fiorisce in queste settimane di inizio autunno, dopo le prime abbondanti piogge, e illumina il giardino, dove ormai predominano le sfumature rosse e marroni, con le sue corolle chiare.


L’aspetto esile di queste erbacee di origine asiatica trae in inganno. Per nulla delicati e bisognosi di attenzioni, gli anemoni hanno un’incredibile capacità di cavarsela: compaio e scompaiono, più alti o più bassi, con fiori grandi e vistosi o minuti, secondo necessità. Non avendo gambe per sfuggire a un clima o a un terreno a loro poco gradito, cambiano aspetto.


In una posizione luminosa e fresca daranno il meglio di sé, in caso contrario si arrangeranno a sopravvivere, in attesa di affidare i semi al vento, in cerca di un posto migliore. L’Anemone japonica si propaga, infatti, con estrema facilità tramite semi e stoloni: messa a dimora la prima pianta, in primavera o in autunno, tende a colonizzare l’intera angolo di giardino scelto per lui.


Gli accostamenti più riusciti sono quelli con altre specie erbacee o piccoli arbusti dallo stesso portamento leggero, quasi effimero, come la Saxifraga, dalle foglie cuoriformi e screziate e dalle infiorescenze chiare e sottili, la lunaria (o moneta del Papa), spontanea delle nostre colline, o la Nandina, anch’essa di origine asiatica, simile al bambù per foglie e portamento.

Per risaltare le corolle dell’anemone, bianche o rosa chiaro, si possono alternare a graminacee che in autunno assumono colorazioni dorate come i Miscanthus.

Oppure, per non sbagliare, piantateli vicino alle ortensie, con le quali condividono gli stessi gusti in fatto di luce e acqua.

Sul terrazzo gli anemoni vanno sistemati in posizione ombreggiata e in vasi ampi riempiti con terriccio, mischiato a poca sabbia e torba per assicurare un buon drenaggio.

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