venerdì 2 ottobre 2015

Aster settembrino, stelle di buon auspicio


A fiore grande o minuto, doppio o dai petali sottilissimi, striscianti e compatti o eterei come una nuvola; possono avere un’altezza compresa tra i 15 cm e i 2 m e una gamma di sfumature che va dal bianco al rosa al fucsia fino al bordeaux, dall’azzurro, al lilla al violetto. Gli Aster, rustici, frugali e indipendenti (sopportano temperature decisamente rigide: anche inferiori ai -20°C!), colorano queste settimane di inizio autunno e sono i protagonisti indiscussi di mostre, esposizioni, giardini e terrazzi.

Il termine Aster, sotto il quale si raggruppano più di 250 specie di erbacce originarie dei continenti euroasiatico e americano, deriva dal greco antico e significa “fiore a stella”. Il nome comune “settembrino” è dovuto invece all’epoca di fioritura delle specie più popolari in Italia che sono “a giorno corto”, vale a dire che vanno in induzione fiorale con il diminuire delle ore di luce.

Nel linguaggio dei fiori l’Aster è simbolo di luce, amore, delicatezza, contentezza e imprevedibilità, ma anche insicurezza nel rapporto d’amore. Per i cinesi significa fedeltà. Nei tempi antichi si credeva che il profumo delle foglie ardenti di Aster allontanasse gli spiriti maligni.


Gli Aster sono piante decisamente rustiche, frugali e indipendenti. Vogliono il pieno sole, ma sopportano temperature decisamente rigide, anche inferiori ai -20°C. Sono più felici e ben disposti alla fioritura se il terreno è ricco di humus, ma se dimenticate di concimarli saranno indulgenti. Stessa cosa per l’acqua: se coltivate gli Aster in piena terra sarà sufficiente annaffiare le piante nelle prime settimane successive all’impianto e nei periodi di maggiore siccità, mentre nei restanti mesi dell’anno si accontenteranno dell’acqua piovana. Assolutamente da evitare sono invece i ristagni idrici, causa di marcescenze radicali con conseguente morte della pianta.

Gli Aster possono essere facilmente seminati in primavera o moltiplicati per divisione dei cespi in autunno, operazione che va comunque effettuata ogni 3-4 anni per rinvigorire la pianta. A fine autunno, terminata la fioritura, si eliminano gli steli sfioriti e si potano a livello del terreno le piante.

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