martedì 13 ottobre 2015

Lussureggianti, eleganti, preistoriche felci



Passeggiando per boschi e sentieri di valle, lontana dal chiasso delle fioriture estive, mi sono ricordata quanto mi piacciono le felci, le loro irresistibili tonalità fresche e lussureggianti e i gesti lenti ed eleganti con cui dispiegano le foglie.



Sotto l’etichetta “felce” possono essere raccolte oltre 12 mila specie di piante cosmopolite, sviluppatesi con differenti caratteristiche in risposta all’ambiente e alla latitudine in cui si sono sviluppate, dopo la loro comparsa sulla Terra 400 milioni di anni fa.

Tra le varietà sempreverdi, alcune resistono a temperature anche piuttosto rigide (fino a -15°C) e crescono spontanee nei sottoboschi di latifoglie, più delicate le felci arboree (che possono raggiungere i 20 m di altezza!), caratteristiche degli ambienti tropicali, ma spesso “trapiantate” nei giardini mediterranei, infine quelle “da muro”, che crescono tra le fessure di pietre e mattoni o alla base dei muretti, dove trovano al tempo stesso un ottimo drenaggio e il giusto grado di umidità.


Chi ha un giardino in ombra, o è tanto fortunato da avere un sottobosco, questo è il momento giusto per metterle a dimora o dividere i cespi di quelle più grandi, ottenendo nuove piante: le prime piogge autunnali aiuteranno a mantenere la giusta umidità del terreno e contribuiranno all’attecchimento della pianta prima delle gelate invernali.

Nel mio giardino crescono all'ombra delle querce, in compagnia di Hosta, Saxifraga e Fragraria vasca.

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