giovedì 26 novembre 2015

Kew Gardens, orto botanico di sua Maestà





Novembre non è certo il massimo per visitare un orto botanico, ma chissà quando avrò occasione di tornare...
Più o meno con questo spirito, due domeniche fa, ho varcato i cancelli dei Royal Botanic Gardens di Kew. E mi sono subito ricreduta.
Come ho potuto dubitare dei giardini di sua maestà? L'orto botanico forse più famoso del mondo, a due passi dalla capitale del giardinaggio, non può in alcun modo lasciare indifferenti, nemmeno in un mese difficile come novembre.





L’orto botanico
Fondati nel 1759 a circa 10 chilometri a sud-ovest di Londra, i Royal Botanic Gardens di Kew si estendono per diversi ettari e racchiudono diverse strutture tra cui tre serre principali, una pagoda giapponese e un’antica orangerie trasformata in ristorante; e poi un lago, un Arboretrum, collezioni di sequoie, ilex, rododendri e azalee, bambù, graminacee e acquatiche, esempi di giardino mediterraneo, giapponese e roccioso, un orto, un roseto, un parterre all’italiana e sicuramente qualcos'altro che ho dimenticato, nell'ubriacatura verde di un'intera domenica passata tra i suoi viali.




Nel 1840 i Kew Gardens sono riconosciuti come orto botanico e, nel 2003, l’Unesco li inserisce tra i siti Patrimonio dell’umanità, per le collezzioni, la valenza artistica dei fabbricati, ma anche per la loro importanza di centro di ricerca botanica: proprio i Kew Garden si sono fatti promotori e coordinatori del Millennium Seed Bank Project, dal 2000 a tutela della biodiversità.


Le serre
La Palm House è la serra simbolo, quella che tutti ricordano e associano immediatamente ai Kew Gardens. Oggi mantiene lo scopo per cui è stata costruita tra il 1841 e il 1849, su progetto dell’architetto Decimus Burton: ospitare un’incredibile collezione di palme provenienti da ogni angolo della terra a partire proprio dall'epoca vittoriana.
In un clima del tutto simile a quello che si potrebbe respirare in una vera foresta tropicale, si passeggia tra le aiuole rialzate, o in alto, sotto la cupola in vetro verso la quale si protendono palme e cicadi, molte delle quali rare e a rischio di estinzione.

Le altre due serre sono la Temperete House, momentaneamente chiusa alle visite per restauri, e la Princess of Wales Conservatory divisa in dieci “stanze”, ciascuna dedicata a una diversa zona climatica.




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