sabato 12 dicembre 2015

Iperico d'inverno: bacche di felicità



Riconosciuto come cura alternativa per la depressione e ampiamente utilizzato in fitoterapia, un tempo l’iperico, noto anche come erba di San Giovanni, era considerato un prezioso talismano contro gli spiriti maligni. Un’antica superstizione contadina, consiglia di mettere i suoi fiori in un catino d’acqua, insieme a rose, artemisie, mente, lavande e verbene. L’infuso, lasciato all’aperto la notte del 23 giugno e spruzzato sul viso la mattina seguente, promette di accrescere il proprio coraggio e la fiducia in se stessi.



Sotto il nome di iperico rientrano oltre 400 varietà di piante annuali e perenni, erbacee e arbustive, in fiore da giugno a ottobre, a seconda delle varietà. La più conosciuta ha foglie semplici, opposte, di un intenso verde scuro, e grandi fiori giallo oro a forma di stella, caratterizzati da 4-5 petali e da un ciuffo centrale di lunghi stami sottili.


Sempreverde, resistente al freddo e alle estati calde e siccitose, non ha grandi pretese in fatto di terreno e, in men che non si dica, lo ricopre, tenendo a bada le infestanti. Insomma, facilissimo da coltivare; forse anche troppo. Finisce così per essere relegato in qualche aiuola trascurata, a ridosso di garage e parcheggi o su qualche rotonda di periferia.



E invece andrebbe rivalutato, specie nelle nuovissime varietà selezionate dagli ibridatori olandesi e americani, create per dare il meglio proprio in questi mesi autunnali, quando, subito dopo la fioritura, si ricoprono di bacche molto decorative che vanno dal rosa pallido al porpora dal bianco al rosso carico al cioccolato.

Si tratta per lo più di suffruttici (vale a dire arbusti che lignificano solo nella parte bassa del getto annuale) alti 50-60 cm, molto resistenti. Si trapiantano in autunno o primavera, in pieno sole o a mezz’ombra, sotto la chioma di un albero, e si annaffiano regolarmente per mantenere il terreno sempre fresco, ma mai zuppo d’acqua. Si potano una prima volta a fine giugno, per dimezzare la vegetazione dell’anno, e una seconda volta a inizio primavera, a 10-15 cm da terra.

2 commenti:

  1. Io adoro l'iperico, sia esteticamente che per le sue proprietà..non è poca cosa curare la depressione e già solo per questo si guadagna un posto sul podio tra le mie piante del cuore ! Bel post, molto interessante
    Ciao Sami

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    Risposte
    1. Grazie! Anche a me piace moltissimo... e poi non è facile trovare piante "facili" e tanto belle anche in pieno inverno! Mi fa piacere che ti sia piaciuto il post :)

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