sabato 9 gennaio 2016

Alloro, discreto ed elegante tra orto e ars topiaria


Dalla corteccia color cenere, in contrasto con le foglie coriacee verdi scuro, lucide e aromatiche al tatto, l’alloro rientra tra i sempreverdi che non dovrebbero mai mancare in giardino, nell’orto o sul terrazzo.

Indipendente e consapevole della sue qualità, ma allo stesso tempo discreto ed elegante, si presta con assoluta naturalezza agli scopi più disparati: non solo le caratteristiche foglie lanceolate nobilitano arrosti e illustri personaggi, ma erano (e sono) simbolo delle festività natalizie in molte regioni italiane, impiegate per infusi e tisane dalle proprietà stimolanti e antisettiche, utilizzate come profuma biancheria o nascoste tra le pagine dei libri per proteggerli da muffe e insetti.


Coltivato a cespuglio o a piccolo alberello (in piena terra può raggiungere i 10 m di altezza), si presta a dare un tocco di verde all’angolo dell’orto dedicato alle erbe aromatiche.

Oppure, potete scegliere un esemplare potato “in forma”, a cono o a sfera, da sistemare in un grande vaso in terracotta sul terrazzo o ai lati del portone di ingresso di casaIl Laurus nobilis, caratterizzato da una crescita piuttosto lenta, rientra infatti, insieme al bosso e al carpino, tra le specie più utilizzate dall’ars topiaria, l’arte giardiniera di realizzare siepi, geometrie e sculture “verdi”.



L’alloro è un arbusto rustico e poco esigente in fatto di terreno ed esposizione: saranno sufficienti annaffiature regolari per la pianta in vaso e, nei periodi più siccitosi, per le piante adulte in piena terra. Un po’ d’olio di lino vaporizzato è il rimedio più efficace in caso di cocciniglia, causa di ingiallimento e caduta delle foglie. Potendo scegliere, piantatelo a primavera, in una posizione soleggiata, riparata dai venti freddi invernali.

Si moltiplica per talea legnosa in agosto-settembre. Si taglia la parte centrale di un ramo che abbia almeno tre coppie di foglie. Le quattro foglie più in basso si staccano delicatamente, le altre due si tagliano a metà. Si interra il ramo lasciando solo un nodo fuori terra e si annaffia regolarmente per mantenere sempre fresco il terreno finché la talea non avrà radicato. A quel punto, la nuova piantina potrà essere rinvasata.

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