mercoledì 16 marzo 2016

Orologio di flora: i ritmi vitali di 24 piante ti dicono che ora è


Alle 5 in punto si aprono le campanelle dell’Ipomea purpurea, alle otto i fiori della Portulaca grandiflora. Aspettano il sole infuocato delle 13 quelli della Dahlia. Puntuali all’imbrunire si schiudono i petali della Mirabilis japala. La Selenicereus grandiflorus apre le sue corolle solo allo scoccare della mezzanotte.

Mentre dall’altra parte del vetro cadono fiocchi grossi così, vi spiego cos’è l’Orologio di Flora, chi lo ha inventato e quali piante scegliere per provare a realizzarne uno. Che tanto per le semine abbiamo tempo.

Il merito va ancora una volta a Linneo, naturalista svedese nonché padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi. Impegnato nella titanica impresa di classificare tutte le piante e gli animali allora conosciuti, Linneo si accorge che le piante e i fiori, non solo segnalano il passaggio da una stagione all’altra, ma addirittura scandiscono le ore!

Quasi per gioco, dopo aver osservato e annotato i cicli biologici di moltissime piante, ne sceglie 24, i cui fiori si aprono a scalare nelle 24 ore del giorno, in base a fattori genetici, di luminosità o temperatura, e le sistema all’interno di un’aiuola-quadrante suddivisa in spicchi: l’orologio di flora.

Niente lancette e ingranaggi, ma solo la perfezione della natura. A ogni ora del giorno e della notte una diversa pianta dischiude i petali dei suoi fiori e segnala lo scorrere del tempo.

L’Orologio di Flora di Linneo fu pensato per funzionare alla latitudine di Uppsala, ma poi adattato alle diverse realtà climatiche delle corti europee del XVIII secolo, che lo introdussero nei giardini come divertissement, al pari di labirinti e giochi d’acqua.

*Le piante raffigurate nell’illustrazione sono valide per realizzare un orologio solare in Italia, perfettamente funzionante da maggio ad agosto.

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