giovedì 26 maggio 2016

Jasminum officinale, profumo di inizio estate



Poche piante possono eguagliare la fragranza sprigionata dal gelsomino al tramonto dei lunghi pomeriggi di inizio estate.

Rampicanti o arbustivi sermentosi, decidui o sempreverdi, più o meno rustici e profumati, a fiore bianco, ma anche rosa acceso (Jasminum beesianum) o dalla fioritura gialla invernale (Jasminum nudiflorum). I gelsomini rappresentano un genere di piante molto ricco, comprendente circa 200 specie provenienti da Asia, Nord Africa e Australia, alcune delle quali facilmente coltivabili anche alle nostre latitudini, in vaso o in piena terra, purché in posizione soleggiata e ben riparata dalle correnti fredde e dagli sbalzi termici. Tre queste il Jasminum officinale: originario di Iran, Cina e India, sopporta temperature fino a -10°C, purché riparato da un telo di tessuto-non tessuto.


Il gelsomino cresce lentamente, ma può raggiungere i sei metri di altezza, prestandosi a ricoprire una parete assolata o le colonne di un porticato, su cui si sarà provveduto a tirare dei cavetti in acciaio dotati di appositi ganci a cui ancorare i rami. Per sostenere la pianta in vaso saranno invece sufficienti delle canne di bambù conficcate nel terreno, preferibilmente di campo, fertile, fresco e ben drenato. In alternativa si possono aggiungere al terriccio universale 10% di terriccio per piante grasse e 20% di corteccia di pino.

Tollera brevi periodi siccitosi e non è particolarmente sensibile ai marciumi radicali. Va annaffiato con regolarità, ma senza eccessi (con l’aggiunta di concime liquido per piante fiorite in maggio e giugno), mentre andrebbe lasciato all’asciutto nei mesi più freddi.

A fine estate si pota e si moltiplica: per propaggine, interrando i getti basali dell’anno in corrispondenza di un nodo privato delle foglie e inciso, oppure per margotta. Dopo aver eliminato le foglie all’altezza di un nodo, si pratica un’incisione e si avvolge la porzione di ramo con sfagno e torba coperti da un foglio di plastica trasparente per controllare lo sviluppo delle radici.

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