martedì 25 ottobre 2016

Ghirlanda di rami di salice, edera e tagete

 
Gli slanci orticoli di primavera puntualmente naufragano con la canicola estiva, la penuria d’acqua e le vacanze. Così nell’orto d’autunno restano tanta buona terra ben arieggiata dalle erbacce e pochi superstiti. Come i capolini di tagete che, seminati con il nobile intento della lotta biologica ai parassiti, rispuntano dappertutto e colorano i tasselli un po’ desolati.

In estate nessuno fa caso a loro, ma adesso che il giardino si spoglia sembrano davvero troppo belli per essere lasciati lì alla pioggia...


L’arancione caldo e vellutato dei petali risalta il bruno-rossiccio dei rami di salice, mentre tralci e fiori d'edera danno luce alla composizione

Così:
-   tagliate rami di salice dell’anno: lunghi, sottili e flessibili, e togliete tutte di diramazioni minori
-   prendete il primo ramo, piegatelo a formare un cerchio e chiudetelo accavallando le estremità
-   al primo ramo attorcigliate un secondo ramo, poi un terzo, un quarto… incastrando nell’intreccio le estremità finché la ghirlanda non sarà dello spessore desiderato
-   bloccate nell’intreccio prima i rami d’edera, poi le infiorescenze private delle foglie e completate con i capolini di tagete (*potete infilzare i gambi dei fiori privati delle foglie tra i rami di salice intrecciati, oppure fissarli con un pezzetto di fil di ferro)

Per conservare più a lungo la ghirlanda vaporizzatela con acqua e spostatela all’aperto di notte.

 
{I fiori di tagete si seminano in primavera (marzo-aprile) in vaso o nell’orto, dove attirano gli insetti buoni e tengono alla larga gli ospiti indesiderati}

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