martedì 11 ottobre 2016

Il tempo del giardino passato presente e futuro


{il pratone}

Il giardiniere cura il giardino. E aspetta paziente che la natura faccia il suo corso. Che sbocci il primo fiore, che attecchisca la talea, che germini quanto seminato. E non si arrende se qualcosa va storto. La natura non sbaglia. Lui forse sì, qualcosa lo ha sbagliato.

Il giardino cura il giardiniere. Lo lascia sfogare quando nuvole grigie gli avvolgono l’animo. Aspetta paziente il suo ritorno quando si assenta. Gli ricorda una persona lontana, un profumo dell’infanzia, un pensiero felice. Lo sprona a rimettersi in gioco, a ricominciare daccapo, a non arrendersi.

La pergola della casa in campagna è la voglia di ricominciare di una primavera passata a sradicare una siepe di spine per trasformarle in una galleria di fiori e profumi. I tronchi ritorti della vite la certezza che anche l’anno prossimo ci saranno pause all’ombra e grappoli dolci. La betulla l’istantanea di un pomeriggio di fatica e sorrisi. Il piccolo fico nato per caso sarà da grande il tronco possente da cui iniziare la conta per correre a nascondersi. E poi c'è il pratone, una nuova pagina bianca del giardino su cui ci ritroviamo a fantasticare di petali colorati.

Ho rubato tempo per i giardini trascurati, ho mollato la routine e sono fuggita (anche se per poco) nel buen ritiro valdostano dove ho ritrovato ricordi felici, bulbi dimenticati e giovani piantine da accudire. La settimana dell’orto n°6 lascia l’orto-giardino astigiano e va in vacanza… Intanto, nell'orto-giardino si fanno progetti su fiori da taglio per bouquet stagionali a chilometro zero. Sembra una buona idea, vero?

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