martedì 4 ottobre 2016

Thomas Jefferson, giardiniere presidente

 
“Il più gran servigio che si possa rendere a un Paese è aggiungere alla sua agricoltura una pianta utile”
Thomas Jefferson, 1800


Ben prima dell’orto di Michelle, a seminare migliaia di semi nei giardini della casa presidenziale ci pensò Thomas Jefferson (1743-1826), terzo presidente degli Stati Uniti d’America, autore della Dichiarazione d’Indipendenza del 4 luglio 1776 e appassionato giardiniere.

Una passione nata in un’epoca di grande fervore botanico che vedeva negli Stati i principali fornitori di piante esotiche per la crescente passione giardiniera inglese e il suolo prescelto sul quale sperimentare le potenzialità economiche di colture provenienti da altri continenti e destinate alla produzione di cibo e materie prime utili alla nascente rivoluzione industriale.

Il giardinaggio da semplice passatempo per signore si stava trasformando nell’espressione visiva della supremazia dell’uomo e del pensiero razionale e scientifico sulla natura. Nelle mani dell’illuminista le piante sono domate, spostate da un continente all’altro e trasformate in una potenziale miniera d’oro per nuove imprese commerciali.

I giardini della tenuta di Monticello di Thomas Jefferson a Charlottesville, in Virginia, appartengono dal 1923 alla Thomas Jefferson Foundation e sono aperti alle visite insieme alla casa museo.

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