venerdì 25 novembre 2016

Sempervivum tectorum, la succulenta che non teme il gelo e vive in alto su tetti e montagne


Nell’ultimo post vi spiegavo dove e come ritirare le piante grasse in inverno per ritrovarle pasciute e fiorite con l’arrivo della bella stagione. La regola generale vuole temperature sopra i 5°C e irrigazioni ridotte al minimo, ma non mancano le eccezioni. Tra queste i Sempervivum, che vivono spesso in alta quota e non temono il gelo, anzi, ricoverarli in un locale riscaldato comporterebbe il loro deperimento.

I semprevivi sono un esercito di oltre 50 specie di succulente a forma di rosetta cui si aggiungono sottospecie, varietà e ibridi originarie di Europa, Asia occidentale e Nord Africa. Le più diffuse allo stato spontaneo in Italia (fino oltre i 2500 m di altitudine) sono il Sempervivum arachnoideum, dalle rosette minute e dai fiori rosa intenso, e il Sempervivum tectorum, più grande, dalle foglie verdi, rosse alle estremità, chiamato così per la sua predilezione a vivere sui tetti o in cima a muri assolati.

In natura, il Sempervivum tectorum colonizza zone aride e rocciose ben esposte al sole, tra Alpi e Pirenei. Sui tetti ce lo hanno invece messo per primi i Romani, che attribuivano a questa pianta la capacità di tenere lontani i fulmini.

I semprevivi possono essere coltivati in vaso o in piena terra, purché gli si assicuri un ottimo drenaggio. Si moltiplicano facilmente per talea, in primavera o autunno, staccando una rosetta dalla pianta madre e ripiantandola facendo aderire bene il terreno intorno.

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