mercoledì 21 dicembre 2016

Arroz con leche cántabro: la ricetta dolce spagnola con riso, latte e cannella


Cannella, buccia d’arancia e abete sono i tre profumi che associamo immediatamente al Natale: ci riportano all’infanzia e alle merende nei lunghi pomeriggi dei giorni di festa.

Stavo cercando notizie sull’albero della cannella per un articolo e mi sono ricordata dell’arroz con leche, la ricetta cántabra assaggiata per la prima volta quest’estate al rifugio Vega de Ario e poi ancora in altre mille versioni durante il nostro viaggio on the road lungo la costa atlantica spagnola tra Euskadi Cantabria e Asturie.

Così ho cercato la ricetta online e, tra un articolo e l’altro, ho messo a bollire il latte… buona quasi quanto l’originale!


Ingredienti:
3 pugni di riso
2 bicchieri di latte
2 cucchiai di zucchero
cannella in polvere
la scorza di 1 limone grattugiata
1 pizzico di sale

Preparazione:
-   fate bollire il riso per 5-10 minuti, poi scolatelo, passatelo sotto l’acqua fredda per sciacquare via l’amido, strizzatelo e mettetelo in una pentola con il latte
-   fate cuocere a fuoco basso aggiungendo scorza di limone, zucchero, sale e cannella
-   quando il riso e morbido e il latte consumato, spegnete il fuoco, versate l’arroz con leche nelle ciotole da dessert e lasciate raffreddare

L'arroz con leche va servito freddo con una spolverata di cannella, e fa subito Natale!


A proposito di cannella

Conosciuta fin dai tempi antichi, la cannella è la spezia più diffusa nel mondo, presente nelle cucine occidentale e orientale, in piatti dolci e salati, per aromatizzare tè, vini e liquori, nei cocktail come nelle bevande calde.

Si ottiene arrotolando ed essiccando la parte più interna della corteccia dei rami giovani di due piante esotiche: la più pregiata deriva dal Cinnamomum zeylancium, conosciuta anche come cannella di Ceylon perché originaria delle Indie meridionali, in particolare Sri Lanka e Birmania, e dalla corteccia di Cinnamomum cassia, chiamata anche cannella della Cina, meno dolce, aspra e pungente. Entrambe queste piante appartengono alla famiglia della Lauraceae, come l’alloro, con cui hanno in comune il portamento, la caratteristica di perenne sempreverde e l’aspetto delle foglie, lucide, cuoiose, di colore verde intenso.

In natura il Cinnamomum zeylancium è un albero di circa 15 metri dalla corteccia marrone chiaro e dalla chioma densa e tondeggiante. Ha foglie lanceolate, dalle nervature profonde, lunghe fino 18 centimetri e piccoli fiori bianchi molto aromatici che lasciano il posto a bacche di colore viola.

Benché non sia consigliabile cimentarsi con la raccolta e l’essicazione della spezia in casa, è possibile coltivare il cinnamomo come pianta ornamentale d’appartamento. Originario dei tropici, vuole un clima caldo e umido che alle nostre latitudine implica la coltivazione in vaso per un facile ricovero in inverno. In estate può essere spostato all’aperto, sul terrazzo o in giardino, in una zona d’ombra luminosa. Non tollera il vento e vuole un terreno profondo e umido, ma al tempo stesso ben drenato.
 

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