sabato 30 aprile 2016

«Giardinaggio e tutela ambientale sono diventati pop», Crespi e Pejrone aprono “Tre giorni per il giardino” al castello di Masino


Puntuale con il primo fine settimana di maggio, da ieri, il parco del castello di Masino ospita Tre giorni per il giardino: XXV edizione, 160 vivaisti italiani e stranieri e la regia dell’architetto Paolo Pajrono, presidente dell’Accademia Piemontese del Giardino e progettista del “Giardino delle Nuvole”, un’incredibile distesa di 7000 piante di Spireae Van Houttey in fiore tra i viali del parco del castello, proprietà del FAI.

E mentre vagabondeggio tra piante e fiori, in preda alla tentazione di dilapidare un patrimonio, ecco spuntare, di verde vestita, Giulia Maria Crespi, tostissima fondatrice (e ora presidente onorario) del FAI, pronta a sgridarci nel suo saluto inaugurale della Tre giorni.


Con lei Paolo Pejrone e Anna Peyron, una delle più conosciute e apprezzate vivaiste italiane presente all’evento fin dal suo esordio nel 1992.

Decisi a portare l’esperienza di Cursone in Italia, l’avventura di Pejrone e Marella Agnelli, appassionata giardiniera, inizia con entusiaste chiacchierate tra amici giardinieri e vivaisti, una durissima selezione degli espositori e la scelte del castello di Masino, dove, da poco, erano iniziati gli interventi di recupero da parte del FAI, sotto la presidenza Crespi.

Il risultato, un enorme successo: «Il giardinaggio era argomento di conversazione di pochi, oggi è pop».



«E già che siete tanti - alza il dito Giulia Maria - lottate contro l’uso indiscriminato di veleni, contro l’angoscia della società e il degrado ambientale, continuando a infilare la zappa nella terra e preservando la biodiversità, perché il nostro stivale, unico al mondo, rimanga il “giardino d’Europa” declamato da Goethe».

Nessuna scusa, riprendo il tour e gli acquisti ;)

vi lascio un assaggio di alcuni degli stand che mi sono piaciuti di più

Campane di coccio per la forzatura del rabarbaro - Res Naturae

Ombrellini cinesi - Vivai delle Commande

Ananas, banana, bergamotto, fragola, mela: di che menta sei? - Il Vivaio delle Naiadi

Insalata tra paglia e cassetta - flord'ovest

Hotel per insetti - Istituto Tecnico Agrario "Vaglio" di Biella

Primula  Francesca - Il peccato originale

Le palette di colore dell'Erbaio della Gorra

Morbidezza

Si prega di toccare (Pelargonium graveolens) – Malvarosa

Viole edere e fragole per l'aiuola mobile in assi di legno e sagome in corten - Giardini Villa


Foto Ultimissime dall'orto

martedì 26 aprile 2016

Intervista a isaBella protagonista di una storia d’amore (e non solo) tra parole e disegni petalosi




isaBella è bionda, ha la coda di cavallo, vive a New York e insegue l’amore.

isaBella viaggia in aereo e sul taxi giallo, si dondola sull’altalena e strilla sulle montagne russe, passeggia su un prato fiorito e si lascia cullare tra onde di petali…

isaBella è autrice e protagonista, un po’ inventata un po’ reale, di una storia d’amore (e non solo) tra le pagine del blog la Bella abbandonata.





Dopo essersi inaspettatamente ritrovata da promessa sposa a Bella abbandonata, piena di incertezze e punti interrogativi, isaBella-autrice decide di raccontare una storia d’amore che è ogni tanto la sua, ogni tanto quella di un’amica, ogni tanto quella di una persona con cui ha parlato per quindici minuti su un mezzo pubblico, ogni tanto frutto della sua immaginazione.

Non ci capite più niente?
Seguitela sul blog e su instagram @isabellastories

Ma prima leggete l’INTERVISTA all’autrice,
qui sotto


isaBella in cinque aggettivi
Coraggiosa, profonda, sensibile, altruista e un po' matta

Quanto ti assomiglia?
Nei tratti caratteriali e fisici tanto... forse troppo! È la mia proiezione in un "racconto di tutti", perché la trama è un'insieme di storie diverse, vissute o ascoltate.

Fiori e matita come nasce l'idea?
Dalla mia voglia di ricominciare a disegnare dopo tanti anni e dal desiderio di inserire nelle illustrazioni qualcosa che fosse in grado di seguire il mio percorso. E ho pensato che non ci fosse niente di meglio dei fiori che cambiano con il passare del tempo e delle stagioni.

Lui è un principe azzurro o un altro principe ranocchio?
Indipendentemente dall'evolversi della storia, per Isabella rimarrà per sempre un principe azzurro.

La Bella abbandonata avrà il suo lieto fine?
Ci sarà sicuramente un lieto fine, ma forse non nel senso classico del termine. Il mio desiderio è che il racconto possa insegnare qualcosa! Ovviamente di positivo!!!

Credits

domenica 24 aprile 2016

Il giardino della domenica – voglia di peonie



Illustrazione di yejukoo


I giardini nascono dalla fantasia, per crearne uno basta un foglio bianco…
e pastelli rosa, gialli e cremisi per far sbocciare le peonie, al passo con la stagione.


Il giardino della domenica, tutte le settimane un’illustrazione.

martedì 19 aprile 2016

Iris barbata, il simbolo di Firenze arrivato dall'Africa


La storia della nomenclatura delle piante è disseminata di pasticci. Accade così di scoprire che il giglio di Firenze non è un giglio, ma un’Iris barbata.

Nel 1147 Luigi VII sceglie questo fiore, già simbolo della città, come stemma di Francia. Da quel momento, l’Iris diventa la fleur de Louis e poi fleur de lys, fiore del giglio.

Il nome scientifico, invece, ne descrive le caratteristiche principali: la varietà cromatica (Iris era dea greca dell’arcobaleno) e la presenza di una morbida peluria sui tepali inferiori, la “barba”.


Al genere Iris appartengono più di 300 specie di piante bulbose o rizomatose e migliaia di varietà, tutte diverse per altezza (da 10 a 150 cm) e portamento. Le barbate sono sicuramente le più amate e diffuse nei giardini.

Arrivate in Italia dalle coste settentrionali dell’Africa, ottengono il loro massimo successo nel Rinascimento, diffondendosi prima in Francia, al seguito di Caterina de Medici, sposa di Enrico II, e poi nei giardini di tutta Europa, complici la bellezza dei fiori e le proprietà cosmetiche delle radici.

Ma resta Firenze la loro città. Qui ha sede la Società Italiana dell’Iris e sempre qui, dal 1955, nel Giardino dell’Iris al Piazzale Michelangelo, si svolge il Concorso Internazionale dell’Iris, dove ibridatori di tutto il mondo presentano le loro varietà per aggiudicarsi il prestigioso Fiorino d'oro e altri ambiti premi, tra cui uno speciale riconoscimento per l’Iris di colore rosso che più si avvicina a quella raffigurata sul gonfalone della Città.



Coltivarle è facilissimo: a inizio primavera o a fine estate si interrano superficialmente i rizomi, in piano sole, e si annaffiano solo in caso di estati particolarmente calde e siccitose. Ogni 3-4 anni, per garantire la salute delle piante e un’abbondante fioritura, si estraggono tutti i rizomi dal terreno (che nel frattempo si saranno ingrossati e moltiplicati), si accorciano le foglie a 8-10 cm e si ripiantano a 25-30 centimetri l’uno dall’altro.

domenica 17 aprile 2016

Il giardino della domenica - portato dal vento



Illustrazione di robynng


I giardini nascono dalla fantasia, per crearne uno basta un foglio bianco…
e i semi portati dal vento.


Il giardino della domenica, tutte le settimane un’illustrazione.