venerdì 17 novembre 2017

Dalie in inverno: come conservare i tuberi


Originarie del Messico, le Dalie non tollerano temperature al di sotto dei 5°C. Se coltivate in vaso, sarà sufficiente potarle drasticamente e riporle al chiuso. Le dalie coltivate in piena terra vanno invece espiantate e messe nuovamente a dimora la primavera successiva.


Procedi così
Autunno: in una giornata di sole, quando le foglie delle dalie mostrano i primi segni di annerimento, pota la parte aerea a 10-15 cm dal livello del terreno. Estrai con una forca il tubero senza rovinarlo, scuotilo dalla terra e lascialo asciugare per qualche giorno. Conserva i tuberi al freddo, ma al riparo dal gelo, immersi in vecchio terriccio da vaso appena umido. Non dimenticare di indicare su un’etichetta il nome della varietà!

Inverno: controlla di tanto in tanto i tuberi e se mostrano segni di avvizzimento, inumidisce il terriccio che li circonda.


Primavera: accertati che non ci sia più rischio di gelate per mettere a dimora le dalie (il periodo giusto va da metà marzo a metà maggio). Sotterra i tuberi in pieno sole a 12-15 cm di profondità con l’occhio verso l’alto e sistema accanto a ogni tubero una canna a cui assicurare la pianta una volta cresciuta. Aspetta di vedere i germogli prima di innaffiare.

Foto Ultimissime dall’orto

martedì 14 novembre 2017

Ciclamini e sempreverdi nel giardino d’inverno

 
Cadute le ultime foglie e ritirate le piante più freddolose è ora di ravvivare ingressi, balconi e terrazzi per renderli luminosi e accoglienti anche nella stagione fredda.

Cosa serve? 

Ciclamini a fiore bianco e piante sempreverdi come un bosso potato in forma, una piccola conifera, una piantina di alloro o di rosmarino sono i più adatti allo scopo: poco costosi (eccetto il bosso in forma), facilmente reperibili e disponibili in tutte le taglie così da adattarsi anche al piccolo spazio di un davanzale.
Si sistemano in vasi di zinco o di coccio, che contribuiscono a scaldare l’atmosfera con un tocco vintage, e si riorganizza lo spazio con qualche seduta per i pomeriggi di sole.

 
I sempreverdi acquistati in questa stagione non richiedono particolari cure: annaffiature quando il terriccio e completamente asciutto e un nuovo contenitore con l’aggiunta di terriccio a primavera. I ciclamini, invece, vogliono annaffiature leggere e frequenti per mantenere il terreno fresco e mai zuppo. Se coltivati in vaso, si versa l’acqua nel sottovaso, la si lascia per 20 minuti e si getta quella che il terreno non ha assorbito. I ciclamini non amano l’aria asciutta dei termosifoni che rischia di seccare la pianta e fa appassire rapidamente i fiori: meglio sistemarli su un davanzale esterno. In giardino si coltivano ai piedi di alberi e arbusti decidui che garantiscono ombra in estate e luce in inverno.


Durante l’epoca di fioritura si aggiunge un concime per piante fiorite all’acqua di irrigazione ogni 2-3 settimane ai ciclamini in vaso; concime pellettato quando le temperature scendono sotto zero (dicembre-gennaio) per i ciclamini coltivati in piena terra. Il ciclamino fiorisce bene se tubero e radici sono un po’ allo stretto: meglio rinvasare solo quando avranno riempito il vaso e sempre in tarda primavera quando anche le foglie iniziano ad appassire. In estate i ciclamini entrano in riposo vegetativo e richiedono poche cure: si eliminano le foglie avvizzite all’altezza del tubero e si riducono le irrigazioni finché non spuntano i nuovi germogli.

Foto Ultimissime dall’orto

venerdì 10 novembre 2017

Peperoncino cappello del vescovo · Bishop Crown


È stato un peperoncino d’appartamento prima di venire in vacanza nel nostro giardino e prendere poi residenza nell’aiuola delle erbe aromatiche, la più assolata di tutte, nella speranza di veder maturare qualche frutto. E dopo un’estate intera e un bel pezzo d’autunno eccoli lì tre rossi peperoncini cappello del vescovo di cui ora tutti aspettano i semi per riprovare l’anno prossimo.

 

Il peperoncino ‘Bishop Crown’, letteralmente corona del vescovo, è una cultivar di Capsicum baccatum, specie originaria delle Barbados. La particolare forma dei frutti a campana rovesciata con tre punte rende questo ortaggio inconfondibile e molto apprezzato anche dal punto di vista ornamentale nell’orto, come su balconi, terrazzi e allestimenti florali.



La pianta composta da un fusto alto circa 120 cm e da una chioma aperta che può arrivare a 100 cm ricorda un ombrello mentre i frutti, poco piccanti, misurano 6-8 cm di diametro e 5-7 cm di lunghezza. Maturano passando dal verde all’arancio e poi al rosso. La buccia è abbastanza sottile e la polpa, non molto spessa, è soda e croccante e ha spiccato profumo di peperone {info organolettiche Blossom zine http://blossomzine.eu/blog/peperoncino-cappello-del-vescovo-_bishop-crown/ perché io ancora non l’ho ancora assaggiato, sta maturato solo ora!}

Foto Ultimissime dall'orto

martedì 7 novembre 2017

Erba cipollina, Allium e fritillaria per salvare i tulipani da talpe e roditori · parte 2


I setacci in plastica retata con cui pensavo di garantire protezione ai bulbi di tulipano, non bastano. Qualche settimana fa ho interrano i bulbi a fioritura primaverile a gruppi in zone diverse del giardino sistemando tutti i tulipani in contenitori di plastica con il fondo forato per assicurarmi che talpe e roditori non potessero raggiungerli nelle loro scorribande sotto terra. Ero tranquilla di averli interrati al sicuro, eppure, ho trovato alcune cipolle scoperte e rosicchiate.

Sono passata al Piano B


Talpe e roditori sono ghiotti di tulipani, ma non sopportano l’odore dell’aglio. Un buon metodo per proteggerli è di piantare accanto ai tulipani ciuffi di erba cipollina, bulbi di allium o fritillaria. Tutte e tre le specie, se strofinate, emanano un forte odore di aglio e fioriscono dalla tarda primavera all'estate.

L’erba cipollina ha foglie tubolari di un bel verde brillante persistenti per gran parte dell’anno da cui si innalzano capolini rosa in luglio e agosto.
Gli allium decorativi sono bulbose a fioritura estiva con infiorescenze globose più o meno alte (da 25 a 120 cm) e grandi: da pochi centimetri di diametro a 15-20 cm delle specie più scenografiche.
La fritillaria è una bulbosa a fioritura tardo-primaverile (aprile), ha foglie sottili e fiori a forma di lanterna gialli, verdi, arancio, rossi, porpora, viola o screziati.

venerdì 3 novembre 2017

Piante in casa: talee e piccoli alberi in idrocoltura


Il pothos, a casa di mia nonna, è sempre stato sul frigorifero in un barattolo di vetro pieno d’acqua. Mia mamma per molto tempo ha adottato la stessa tecnica preferendo però il pensile alto dalla cucina. Quando i rami ricadenti hanno iniziato a essere abbastanza pesanti da rovesciare il vaso mandandolo in frantumi in una pozza d’acqua, deve aver fatto una brutta fine. Io il pothos (Epipremnum aureum) non ce l’ho; in compenso, coltivo in idrocoltura un giovane carpino e talee di edera.

L’idrocoltura è il sistema più facile per moltiplicare alcune piante per talea. Si taglia un ramo apicale e si mette in una vaso di vetro piano d’acqua pulita. Si cambia l’acqua ogni 4-5 giorni, avendo cura che il gambo della talea sia sempre immerso. Le piccole radici bianche che cresceranno lungo il fusto della talea con questa tecnica, saranno più delicate rispetto all’apparato radicale sviluppato da una talea piantata nella terra. Al momento di trasferire la nuova piantina in un vaso, scegli un terriccio soffice e ricco di humus e mantienilo a un’umidità costante in un luogo riparato dai raggi diretti del sole, correnti e colpi d'aria. Posso assicurare il successo di questa tecnica con tre specie: il pothos (che può starsene anche diversi anni con le radici in acqua, eliminando del tutto il problema del trapianto), l’edera e il Ficus elastica, che a casa nostra si è sempre moltiplicato così, con un taglio netto alle punte troppo alte poi sistemate in vasi di vetro a “mettere radici”.



Oppure, si può coltivare in idrocoltura un piccolo albero già provvisto di apparato radicale. A dire la verità è la prima volta che ci provo. La scorsa settimana ho acquistato un Helleborus che aveva per compagno di vaso un giovane carpino bianco (Carpinus betulus) nato per caso e ora con le radici "a mollo" sul tavolo blu dell'ingresso. Mi piace tantissimo poter osservare tutta la pianta, dalla cima del fusto alla punta delle radici: mi ricorda un po' le curiosità botaniche conservate nelle Wunderkammer, le camere delle meraviglie dei collezionisti del Cinqucento.

La stessa cosa si può fare a Natale con una giovane conifera: se ami gli addobbi minimalisti, ti basterà fare una gita in un bosco munito di paletta e raccogliere con attenzione una piantina non troppo alta. Sistemala in un vaso colmo d’acqua fresca e pulita e, finite le feste, puoi decidere se piantarla in un vaso o in un angolo del giardino


Foto Ultimissime dall’orto

venerdì 27 ottobre 2017

Helleborus e Hamamelis per un giardino fiorito d’inverno

 

Per prima cosa una scorpacciata di peonie (già prenotate) da Vivaio G&G Buffa a Poirino, poi una capatina da Fiorella Gilli a Villanova, Vivaio Giardino specializzato in arbusti. In questa stagione, un incanto per il giardiniere. Entrambi signori vivai ed entrambi a poche decine di chilometri dal mio orto giardino: non potevo resistere!

Ecco qui cos’ho tirato fuori dal bagagliaio, ultimi acquisti da mettere a dimora prima dell’arrivo dell’inverno e del riposo del giardiniere (tranne l’Hamamelis che dovrò tenere in vaso per almeno un altro anno su istruzione di Fiorella)
{da Fiorella Gilli Vivaio Giardino}
Helleborus
Hamamelis x intermedia ‘Arnold Promise’


{da Vivaio G&G Buffa}
Anemone hupehensis ‘Prinz Heinrich’
Anemone x hybrida ‘Elegans’
Anemone x hybrida ?September Charm’
Anemone x hybrida ‘Wirlwind’

e per la mia collezione di peonie erbacee:
‘Cherry Ruffles’
‘Dearest’
‘Kansas’
‘Serene Pastel’
‘Tulagi’
‘Vivid Rose’
‘White Cap’


{Coltivale così}
·l’elleboro ama il freddo e un’esposizione ombreggiata: meglio sistemarlo su un balcone esposto a nord o in giardino sotto le fronde di un albero o di un arbusto a foglia caduca
·esposizione fresca e luminosa per l’anemone, da abbinare a graminacee e piccoli arbusti
·le peonie a radice nuda si piantano adesso, in autunno, in pieno sole e in terreno profondo e ben drenato, lontane da altre piante: hanno bisogno di spazio
·tanto spazio, niente vento e generose concimazioni in autunno e in primavera per l’Hamamelis che tollera bene il gelo

Foto Ultimissime dall'orto

martedì 24 ottobre 2017

Bouquet di stagione con dalie, anemoni e cosmee


Stagione di dalie, anemoni e cosmee · prove generali di composizione floreale

Sono affascinata dal lavoro dei flower designer quando mescolano fiori da taglio e flora spontanea, fatta di capolini minuti, bacche, tralci d’edera, foglie dorate e rami ritorti di nocciolo

 Per imitarli ti servono stivali, forbici e voglia di camminare all’aria aperta



Cosmos
Dahlia ‘Café au Lait’
Symphoricarpos albus
Scabiosa
Anthirrinum majus
Passiflora



Anemone japonica
Eriobotrya japonica (nespolo del Giappone)
Corylus avellana (nocciolo)



Dahlia ‘Pulp Fiction’
Parthenocissus Tricuspidata (vite del Canada)
edera rossa
Clematis vitalba

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venerdì 20 ottobre 2017

Crostata di melagrana

 
Buona, ma complicata da mangiare, con la melagrana non c’è altra soluzione se non torte e marmellate.

Dopo la ricetta della gelatina di melagrana (una delizia con i formaggi!), ho provato la ricetta della crostata di melagrana: si impasta una base di pasta frolla, si farcisce con uno zabaione alla melagrana, si inforna e si decora con uno strato di chicchi.


{Ingredienti}
per la frolla
·200 gr di farina
·100 gr di zucchero
·80 gr di burro
·2 uova
·1 bustina di lievito
·1 pizzico di sale
per lo zabaione di melagrana
·400 ml di succo di melagrana
·150 ml di spumante
·3 tuorli
.80 gr di zucchero
·30 gr di farina

{Preparazione}
·sgrana le melagrane (almeno 2 grandi) frullale e passa la polpa al colino per ricavarne il succo
·prepara la frolla: setaccia la farina con lo lievito, aggiungi un pizzico di sale e lo zucchero e fai la fontana; aggiungi uova e burro a tocchetti e impasta fino a ottenere una palla di pasta liscia e compatta; avvolgi la pasta frolla nella pellicola trasparente e mettila in frigorifero
·prepara lo zabaione di melagrana: in una casseruola mescola tuorli e zucchero fino a ottenere una crema chiara; aggiungi il succo di melagrana, lo spumante e la farina; accendi il fuoco e fiamma bassa e, mescolando, porta a bollore
·stendi la frolla in una teglia, versa all’interno lo zabaione di melagrana e cuoci in forno a 180°C per 35 minuti
·lascia raffreddare e ricopri la costata con chicchi di melagrana


{Puoi coltivare il melograno anche sul balcone, lo sapevi?}

Il melograno è poco esigente e decorativo dalla primavera all’autunno quando le piccole foglie verdi e coriacee virano al giallo oro. I fiori rosso arancio compaiono fra giugno e agosto per lasciare spazio ai frutti in autunno. In inverno i rami spogli lasciano filtrare la luce.

Sul balcone o sul terrazzo scegli un vaso alto e largo, aggiungi uno strato di cocci sul fondo e una miscela composta da parti uguali di terriccio, sabbia e terra di campo. Sistema il melograno a mezz’ombra e innaffia abbondantemente solo quando il terreno è completamente asciutto. In primavera elimina i rami secchi, quelli troppo fragili e ritorti o che crescono verso il centro della chioma. In autunno aggiungi del nuovo terriccio e del concime pellettato. Rinvasa ogni 2-3 anni.

martedì 17 ottobre 2017

Tulipani, è ora di interrare i bulbi · come fare per salvarli da talpe e roditori

 
Presto, presto, che è tardi!

È ora di interrare i tulipani e gli altri bulbi a fioritura primaverile. Settembre e ottobre sono i mesi giusti per farlo, novembre, se abiti in regioni a clima mite.

{Come si fa?}
·si scava una buca profonda due volte e mezza la cipolla
·si sistemano i bulbi a una distanza di 3-4 cm l’uno dall’altro
·si ricopre la buca
·si aspetta la primavera

 
{Un consiglio}
Se il vostro giardino è soggetto alla visita di talpe o topolini di campagna (molto probabile se avete nei paraggi maneggi e rimesse di mangimi e granaglie) ricordatevi di proteggere i tulipani! Il loro sapore è molto gradito ai roditori e rischiate di non veder spuntare nulla o di ritrovarvi fiore e foglie accasciarsi da un giorno all’altro perché qualcuno ha pensato di mangiarsi la cipolla. In commercio si trovano dei contenitori di plastica con il fondo forato (foto sopra). Si scava una buca grande come il contenitore, si sistemano le cipolle al suo interno e si copre con la terra: i bordi in plastica impediscono alle talpe di raggiungere i bulbi; i fori sul fondo permettono alle radici di affondare nel terreno.

 In alternativa sistemateli in un qualsiasi contenitore di plastica retato come i cestini delle ricotte (qui sotto) o quelli porta mollette da bucato.



Foto Ultimissime dall’orto

venerdì 13 ottobre 2017

Pasta con foglie di cavolfiore


La pasta con foglie di cavolfiore
è un piatto primo piatto dal gusto delicato grazie a un ingrediente che non credevi commestibile
non è una ricetta da food blogger.

Arriva da una chiacchierata sull’uscio della cascina dove sono andata a fare spesa tra una fanatica di vegetali e un contadino che prima di inforcare zappa e tridente si è laureato. E di verdure sa tutto.

Per farla breve, scelgo il cavolfiore, Luca toglie le foglie per pesarlo e poi me le restituisce: «A queste togli la costa centrale – troppo dura – le lessi per qualche minuto e le ripassi in padelle con un filo d’olio. Poi ci condisci la pasta».

Semplice da leccarsi le dita.


Ingredienti:
spaghetti
foglie di cavolfiore
sale
pepe
olio evo

*la spolverata di parmigiano non può mancare, meglio se di pecorino

martedì 10 ottobre 2017

Cosmos: sole e acqua per fiorire fino all’inverno


In fiore da maggio a dicembre: le bustine di semi non si risparmiano in promesse. Ci eravamo dimenticati delle cosmee, fino a qualche decennio fa immancabili in orti e giardini di campagna. Chissà perché poi. Se lasciate fare sono un po’ selvagge, ma scegliendo le giuste varietà si possono coltivare anche in vaso, fioriscono senza sosta e fanno allegria, altissime e leggere con fiori grandi e aperti bianchi, crema e in tutte le sfumature del rosa, doppi, a pompon o con i petali arrotolati.



I Cosmos arrivano dalle praterie del Nord America e appartengono alla famiglia delle Asteraceae. Sembra superfluo dirlo, ma non è così: origine e famiglia dicono molto sulle necessità di una pianta. Le Asteraceae sono generalmente piante robuste, il loro habitat, la prateria nord americana, suggerisce invece che vogliono pieno sole, ma un terreno fresco e concimato e innaffiature costanti, soprattutto nelle nostre estati calde e aride (ecco perché un tempo erano coltivate nell’orto!).


Altro indizio, sono erbacee annuali, dunque possiamo acquistarle già fiorite in tarda primavera oppure tentare con la semina in aprile-maggio. Una bustina di semi costa pochissimo e con le cosmee la riuscita dell’operazione è assicurata. Servono solo un paio di vaschette riempite con terriccio da giardino misto a sabbia o terra di campo, nient’altro. Si spargono i semi, si coprono con una spolverata di terra e si innaffia con uno spruzzino cercando di mantenere un’umidità costante. Sembra impegnativo, ma non lo è: le cosmee sono generose e tollerano qualche errore e, soprattutto, non si fanno attendere, germinando piuttosto in fretta (se la temperatura è di 16°C spuntano in appena 7-10 giorni).



In vaso, sul terrazzo o sul balcone, meglio scegliere le varietà alte (17-180 cm), più divertenti e soprattutto più robuste di quelle di taglia medio-piccola (40-50 cm). Se dovessero risultare troppo invadenti, sarà sufficiente tagliarle, abbassandole e prolungandone la fioritura.


Foto Ultimissime dall’orto