venerdì 22 settembre 2017

Palette di zinnie: è ora di raccogliere i semi

 
Le zinnie sono il fiore dell’orto per eccellenza. Chi non ha avuto un nonno dal pollice verde senza un tassello di zinnie amaranto, rosa cipria e rosso carminio? Sono l'ultima traccia d’estate nell’orto, ormai tutto verde cavolo e rosso radicchio. Dopo mesi di solleone hanno fiori piccoli e stropicciati, petali sottoli, gambi grossolani e foglie assetate, ma i colori sono tutto: pennellate di acrilico che spiccano da lontano e non lasciano dubbi.

Resteranno fiorite fino a ottobre, ma per assicurarsi una nuova fioritura la prossima primavera i semi si raccolgono adesso. Sono maturi quando il fiore è completamente secco e virano dal verde al marrone. Una volta raccolti si conservano in una bustina di carta, in un luogo fresco e ventilato per affidarli alla terra in aprile-maggio.


Le zinnie sono piante erbacee della famiglia delle Asteraceae originarie del Messico e dell’America centro-meridionale. Si coltivano come annuali, vogliono pieno sole e un terreno fertile e ben drenato. Un orto, appunto. Se non ce l’hai, scegli una varietà piccola - sono alte appena 30-40 cm {quelle da taglio, invece, vanno dai 70 ai 120 cm} - adatta a cassette e balconi. I fiori sono semplici, doppi, bicolori, sfumati, variegati.

Foto Ultimissime dall’orto

martedì 19 settembre 2017

Peonie a radice nuda: quando e come piantarle

 
Lunedì è un buon giorno per cominciare un nuovo progetto. Ieri ho fatto un altro piccolo passo per il mio {di cui vi dirò la prossima primavera, meglio essere scaramantici!}

Preparato il terreno ho messo a dimora il mio bottino di peonie dei Vivai delle Commande. Insieme alla piante, la simpatica padrona di casa offre caffè, consigli e istruzioni.


Dunque dunque, con le peonie si fa così

Quando
A radice nuda o in vaso, il periodo migliore per piantare le peonie va da settembre a fine novembre, così da permettere alla pianta di ramificare il suo apparato radicale prima dell’arrivo del freddo e della successiva ripresa vegetativa

Terreno
Il più adatto è argilloso, ricco di humus, profondo e ben drenato

Esposizione
Pieno sole e lontane dalle altre piante: hanno bisogno di spazio (tra una peonia erbacea e l’altra si consiglia di lasciare uno spazio di 80 cm; 120 cm per gli ibridi intersezionali; 150 cm per le arboree)

 
Impianto
· scavare una buca profonda 50-55 cm
· sistemare sul fondo uno strato di cocci o ghiaioni per assicurare un buon drenaggio (i marciumi radicali sono il peggior nemico delle peonie!)
· aggiungere uno strato di concime pellettato
· aggiungere uno strato di terra di scavo mista a terriccio da giardino e interrare tutto il pane di terra (o il rizoma) interrando la gemma di 2-3 cm

IMPORTANTE: mai mai mai lasciare conche per l’acqua attorno alla pianta, ma livellare bene il terreno così da evitare i ristagni.


Questi sono i consigli delle Commande, io li ho seguiti passo a passo. E tu quali peonie coltivi? Scrivi qui sotto nei commenti, sono curiosa!

Foto Ultimissime dall’orto

venerdì 15 settembre 2017

Santoreggia e le regole di sopravvivenza dell’orto

 
La santoreggia è la più tosta di tutte.

Ho fatto un test di rusticità. L’estate calda e senz’acqua ci ha costretti a fare delle scelte, concentrando irrigazioni e cure ad alcune zone del giardino a scapito di altre. I più lontani dai rubinetti hanno dovuto accontentarsi delle pioggia, pochissima, e cercare di sopravvivere.

Adesso che l’aria inizia a sapere d’autunno contiamo i caduti, spostiamo e potiamo. Via il rabarbaro, gli aster e i bulbi di narcisi: lasciano l’orto e si trasferiscono in un’aiuola a est, vicina alla canna dell’acqua. Mente, melissa, origano e salvie si potano e si annaffiano. Delle zinnie restano solo da raccogliere i semi per la prossima primavera. Gli unici che sembrano farsi un baffo dell’arsura sono rosmarini e santoreggia che, scaltra, si sposta da un’aiuola all’altra in cerca di umidità: la trapianti in un angolino e qualche mese dopo te la ritrovi nel bel mezzo dell’orto, tra le piante degli zucchini in cerca di acqua.

 
La santoreggia (Satureja hortensis) è un’erbacea annuale cespitosa della famiglia della Labiate. Ha una radice a fittone, foglie minute e fiori ancora più piccoli bianchi o rosa. Si adatta a qualsiasi tipo di terreno, purché asciutto e ben esposto al sole. Cresce dove vuole, in cima ai muretti e tra le crepe dei marciapiedi. La si riconosce per i fusti quadrangolari, eretti e compatti, e l’aroma: una volta annusata non si dimentica. È il profumo del sugo della domenica, del ribollire della passata di pomodoro e delle chiacchiere a voce alta in cucina.


Si semina una prima volta in primavera poi si moltiplica da sé, dove meglio le aggrada. In cucina si usano foglie e fiori. A fine estate se ne raccolgono dei mazzolini da far essiccare all’ombra a testa in giù per due settimane, poi si trasferiscono un paio d’ore al sole e si battono per dividere i rami dalle foglie che si conservano in barattoli di vetro.

Foto Ultimissime dall’orto

martedì 12 settembre 2017

Petunie per balconi assolati


Crescono tra le crepe di gradini e muretti e colonizzano nei vecchi cortili dissestati, dove il cemento logoro lascia spazio a fessure riempite di terra dal vento. Siamo così abituati a vedere le petunie selvatiche ondeggiare sotto il sole che non ci facciamo più caso, convinti che le petunie siano sempre state lì, pronte a sbocciare all’arrivo dei primi caldi dove non abbiamo fatto in tempo a pulire e diserbare. Dopo un passato di tutto rispetto, le abbiamo relegate nella categoria delle erbacce.

La petunia, originaria del Brasile, arriva a Parigi nel 1823 importata da un gruppo di botanici di ritorno da una spedizione esplorativa. Nei decenni successivi si diffonde in Portogallo, Inghilterra e Germania, dove nascono le prime varietà orticole più resistenti al clima europeo e più ricche nelle sfumature.

Le petunie sono piante erbacee alte fino a 60 cm. Con steli leggeri e striscianti che conferiscono alla pianta un aspetto cespuglioso. Le foglie sono verde chiaro, leggermente pelose e profumate i fiori tubolari in natura sono bianchi, rosa, blu-viola e sbocciano da metà aprile ai primi freddi.

Amano il sole e resistono a brevi periodi di siccità, ma temono i ristagni idrici. Si disseminano facilmente da sole. In commercio esistono infinite varietà orticole, ma se si desidera coltivare le specie spontanee occorre seminarle in vasi riempiti con un terzo di terriccio universale, un terzo di terra da giardino e un terzo di sabbia dopo aver disposto sul fondo uno strato di cocci o ghiaia per assicurare un corretto drenaggio. Si innaffia con uno spruzzino ogni volta che il terreno asciuga. Se spuntano troppo fitte vanno diradate, lasciando solo le piante più robuste.
Una curiosità: il nome petunia deriva dal brasiliano “petu”, termine con cui si indicava la pianta del tabacco appartenente alla famiglia delle Solonaceae come la petunia.

venerdì 8 settembre 2017

Peonie come in una Flower Farm

Paeonia lactiflora 'Shirley Temple'

Avvertenze: post per sognatori.
Per chi vede una distesa fiorita dove ancora non c’è, per chi sa cosa possono creare la forza di volontà, una zappa e una manciata di radici.

Ho fatto i primi concretissimi acquisti ai Vivai delle Commande, posto splendido sempre, anche dopo l’arsura e le grandine estive. Per chi non conosce questa fetta di paradiso, consiglio una visita nel mese di maggio nelle giornate di porte aperte organizzate in occasione della fioritura delle peonie di cui vantano una collezione di oltre cento varietà, io ci sono stata una paio di primavere fa {qui · http://ultimissimedallorto.blogspot.it/2015/05/peonie-in-fiore-vivai-delle-commande.html}

Paeonia lactiflora 'Bowl of Beauty'

Paeonia Itoh 'Canary Brilliants'

Dicevo, la flower farm. Apri Instagram, cerca @floretflowers di Erin Benzakein e scopri cos’è. Un vivaio? Di più. Erin coltiva e vende piante e si occupa di allestimenti floreali, ma lo fa in una fattoria. Niente distese di cemento e vasi di plastica, ma prati solcati da filari di dalie, gladioli, cosmee, papaveri, piselli odorosi…

L’idea è di coltivare piccole collezioni di piante da fiore in filari, da mischiare a qualche ortaggio e albero da frutto nel pratone accanto a casa, non ancora integrato al resto del giardino. Cosa ne sarà lo scoprirò tra qualche stagione, nel frattempo si lavora per preparare il terreno e, soprattutto, si fanno acquisti!

Paeonia lactiflora 'Shirley Temple'

Qui il mio bottino

{peonie erbacee · ibridi}
‘Flame’
‘Pink Hawaiian Coral
‘Prairie Moon’
‘Soft Salmon Saucer’

{peonie erbacee · lactiflora}
‘Bowl of Beauty’
‘Buquet Perfect’
‘Honey Gold’
‘Krinkled White’
‘Karl Rosenfield’
‘Madame Edouard Doriat’
‘Missie’s Blush’
‘Mrs Franklin D. Roosevelt’
‘Paul M. Wild’
‘Shirley Temple’

{ibridi intersezionali · Itoh}
‘Canary Brilliant’

Paeonia 'Duchesse de Morny'

{peonie arbustive}
Tra un acquisto e un consiglio, camminando su e già per le serre, ho anche scoperto il nome della vecchissima arbustiva che ha ormai occupato un intero angolo della casa, è la ‘Duchesse de Morny’ e si moltiplica facilmente per margotta in marzo. Da provare!

Foto Ultimissime dall’orto

martedì 5 settembre 2017

Calibrachoa, buon compleanno a me


Buon compleanno a me!!!

Una colorata cassetta di Calibrachoa è arrivata davanti alla porta del nuovo nido!


I giardinieri radical chic talvolta snobbano queste trovate orticole, che invece andrebbero ripensate: sono una delle poche pennellate di colore nell’arsura dell’orto-giardino.

Se le acquisti in queste settimane di caldo torrido, meglio non travasarle, soprattutto in piena terra. Sistemale in un ampio sottovaso, tutte vicine, così da creare un microclima di umidità. Stanno bene al sole, ma per mantenere i colori vivaci, sceglie un’esposizione a est, con sole al mattino e ombra al pomeriggio, o la luce filtrata dalle chiome degli alberi.


Cugine delle petunie (appartengono entrambe alla famiglia delle Solonaceae) e comunemente indicate come mini-petunie o petunie nane, le piante del Genere Calibrachoa hanno corolle più piccole e aggraziate, ma fioriture più generose. Come le petunie, sono originarie del Sud America, in particolare di Brasile, Cile e Perù, mentre una sola delle 28 specie è spontanea di Messico e Stati Uniti.

In natura il colore dominante è blu-porpora con gola più chiara o più scura per attrarre gli insetti impollinatori. Sui mercati la varietà delle tonalità disponibili è il punto di forza di questa pianta individuata dagli ibridatori per la capacità di conservare ogni corolla per almeno cinque giorni e di fiorire per lunghi mesi. Solo nell’ultimo anno sono state selezionate 250 nuove varietà orticole, promessa di infinite sfumature, più rifiorenti e compatte e resistenti a pioggia, vento e siccità.



Unico neo: le Calibrachoa temono il freddo. L'ideale è una temperatura tra i 20° e i 30°C e mai inferiore ai 5°C. Vivono bene al sole e sono resistenti alla malattie. Un po’ di accortezza è necessaria con le irrigazioni. Le Calibrochoa temono i ristagni d’acqua e la siccità. Il terreno dovrà essere fertile e ben drenato e le irrigazioni frequenti (quotidiane nei giorni di grande caldo), possibilmente senza bagnare le foglie. Per sostenere la fioritura è sufficiente diluire nell’acqua di irrigazione un concime per piante fiorite una volta a settimana. Quando i rami tendono a spogliarsi e la fioritura rallenta è utile una potatura di ringiovanimento della pianta che va tagliata a 10 cm dalla basa, quindi innaffiata e concimata.

Foto Ultimissime dall’orto

giovedì 31 agosto 2017

Giorni radice, come moltiplicare le ortensie per talea


Il trasloco prima e le vacanze poi mi hanno fregata e arrivo in ritardo con l’appuntamento di Santa Rosa, il 23 di agosto, giorno propizio per preparare le talee di rosa. Sono in tempo invece per tentare con le talee di ortensia.

La moltiplicazione per talea permette di ottenere una pianta identica alla pianta madre partendo da una porzione di ramo.

Cosa serve
·   rami apicali di ortensia che non abbiano fiorito
· cesoie
·   vaso in plastica alto
·   terriccio da giardino misto a sabbia


Come si fa
· prepara la talea tagliando porzioni di ramo che abbia almeno tre coppie di gemme, con un taglio netto sopra la coppia di gemme partendo dall’alto e con un taglio obliquo per aumentare la superficie di radicamento sotto la prima coppia di gemme dal basso

· rimuovi tutte le foglie tranne le due in alto che vanno tagliate a metà

· inserisci tre o quattro talee in un vaso di plastica alto riempito con buon terriccio da giardino misto a sabbia


· innaffia e copri le talee con un sacchetto di nylon (per fissarlo ti basteranno alcuni stecchi da infilare nel terreno e un elastico)

· sistema il vaso con le talee all’ombra e non dimenticarti di bagnarlo quando la terra di asciuga!


I giorni radice
Secondo la biodinamica, la Luna, nel corso del suo ciclo di 28 giorni, passa davanti alle 12 regioni zodiacali captandone le forze che somma alle proprie e riflette sulla Terra. Si hanno così giorni fiore (quando la Luna è in Gemelli, Bilancia, Acquario) giorni radice (Toro, Vergine, Capricorno), giorni foglia (Cancro, Scorpione, Pesci) e giorni frutto (Sagittario, Leone, Ariete). I prossimi giorni radice, propizi a lavori che riguardano questa parte della pianta, come la moltiplicazione per talea, saranno dal 2 al 4 settembre*.

Foto Ultimissime dall’orto
{*Dalla rubrica di Silvia Biletta per Gardenia}

martedì 29 agosto 2017

Traslochi, vacanze e nuovi progetti

 

Un piccolo grande trasloco ci ha occupato menti e mani, tenendomi lontana da qui e dall’orto-giardino, stanco di un’estate arida e infinita. Piccolo perché ho solo attraversato il giardino: dal civico 4 mi sono spostata al civico 4b. Gli alberi che vedo dalle finestre sono gli stessi di sempre, ma ora siamo in due.

Abbiamo sfogliato riviste, carteggiato, verniciato, strofinato, smontato e rimontato. Spostato tonnellate di cartoni e fatto lavatrici. Ci siamo arrabbiati per gli intoppi e dopo settimane frenetiche e notti insonni per un materasso dannatamente duro, siamo anche riusciti a tirare il fiato.

Dal faro di Portofino alla Val Veny, ci siamo presi una vacanza dalla nuova casa che ha risucchiato tempo ed energie. Ma ne è valsa la pena. Il nuovo nido è quasi pronto e appena ricomincerà a piovere (perché la pioggia dovrà arrivare prima o poi!) tornerò a rivoluzionare l’orto-giardino. I progetti sono ambiziosi e volano alto. Sono pronta a inforcare la zappa e ad aprire il portafogli. Intanto, il caldo assassino nulla ha potuto contro l’ultima mia mania orticola: la Dahlia ‘Café au Lait’ resta di una bellezza sfacciata.

venerdì 4 agosto 2017

Un’estate in giardino, Charles D. Warner · letture sotto l’ombrellone



Ad agosto il giardiniere va in vacanza

Sotto l’ombrellone in riva al mare, al fresco in montagna o in volo verso una meta lontana, vi consiglio questo libricino
Un’estata in giardino di Charles Dudley Warner.

Amico e collaboratore di Mark Twain, autore di libri di viaggio, sociologo e filantropo, in 120 pagine, settimana dopo settimana, racconta di incredibili produzioni di fragole, incursioni di mucche e bambini, caccie notturne agli insetti nemici dell’orto e vicini chiacchieroni, trovando nella sua quotidianità giardiniera spunti per riflessioni filosofiche:

«Il piacere del giardinaggio in queste giornate, con il termometro a trenta gradi, è di quelli che temo di non saper spiegare con chiarezza ai miei lettori, molti dei quali non gradiscono il diletto di inzupparsi sotto il sole. In mezz’ora io posso zapparmi fuori da questo mondo, come lo intendiamo comunemente, per approdare a uno spazio più ampio […] non si pensa a niente, e si vegeta come le piante che si hanno intorno».

Diciannove settimane prima pubblicate in forma di rubrica e poi raccolte in un libro, saggio, ironico e leggero, di quella garden literature che spinge a nuovi progetti. Perché il giardiniere è così: quando impazza la canicola estiva non può fare a meno di fantasticare sull’autunno indaffarato che verrà.

Buone vacanze!

martedì 1 agosto 2017

Cicoria selvatica, fiori azzurri e surrogati di caffè

 
L’azzurro dei fiori contrasta con l’amaro delle foglie strette e coriacee e il paesaggio brullo e assetato dei bordi strada erbosi bruciati dal sole.

La cicoria selvatica la incontrate tutti i giorni andando al lavoro o a fare la spesa, entrando e uscendo dai centri urbani. Fateci caso. Sono cespugli erbacei alti una trentina di centimetri, i fusti ritti e scarni mettono sete a guardarli finché non si ricoprono di fiori azzurro intenso. Hanno petali a cinque denti e punteggiano prati e bordi strade dal mare fino a 1500 metri di altezza.

 
La cicoria selvatica o comune, Cichorium intybus, è diffusissima e conosciuta fin dai tempi antichi: le foglie erano raccolte per le proprietà digestive, toniche e disintossicanti e per l’estrazione di colorante blu; le radici, tostate, essiccate e macinate, erano usate in tempo di guerra per preparare un surrogato del caffè.

Si raccoglie in primavera, quando le foglie sono più tenere, e si consuma cruda o cotta, per insaporire insalate e zuppe o come contorno per piatti di carne. Dalla specie selvatica sono state selezionate numerose varietà orticole da foglia e da radice, molto diverse tra loro per forma, colore e sapore, con una nota amarognola più o meno intensa. Tra queste, alcune prelibatezze dell’orto come il radicchio rosso di Treviso, il radicchio variegato di Castelfranco e la catalogna.

 
Resistente al gelo e alla siccità, la cicoria si adatta a qualsiasi tipo di terreno, fatta eccezione per quelli soggetti a ristagni d’acqua o troppo compatti e argillosi. Quella selvatica, buona in primavera per chi non tema i gusti forti, merita un angolo dell’orto o del terrazzo per la fioritura leggera e vivace. Impossibile riuscire a rubarne un cespo nato in libertà: le radici scavano la terra arida in profondità in cerca di acqua. Raccogli i semi piuttosto, e affidali alla terra in primavera. Sono finissimi: per non sbagliare mischiali con delle sabbia e spargili a pizzichi come faresti col sale.

Foto Ultimissime dall’orto