venerdì 21 luglio 2017

Kara Rosenlund photography · paesaggi d’acqua


I suoi scatti d’acqua magari li conoscete. Lei si chiama Kara Rosenlund, fotografa e stilista, australiana e sempre in viaggio, lavora per l’editoria e la pubblicità e gestisce un negozio online.

  {Bondi Beach · Bronte Beach | New South Wales, Australia | 2017}

 
Se ancora non la seguite su Instagram {@kararonsenlund}, fatelo! Perché le sue fotografie sono pazzesche e se svolgete una professione creativa, che sia nel campo dell’architettura, del design, della moda o della progettazione del verde, troverete tantissimi spunti. Sì, anche da una foto che ritrae i bagnanti tra gli scogli.

Ho visto per caso le sue fotografie di Fingal Heads (Cook Island) condivise sui social e non ho più smesso di seguirla. Se ti piacciono, partecipa al giveaway: tra tutti coloro che lasciando un “mi piace” sulla sua pagina e un consiglio per il prossimo viaggio tra i commenti, domenica sarà estratto 
un vincitore

 

Cosa c’entrano tutte queste piscine con un blog sull’orto? Quando non è in giro per il mondo, Kara vive in un cottage sulle rive di uno stagno e alleva polli del Bantam di Pekin.
Un orto ce l'ha di sicuro.


Foto Kara Rosenlund

martedì 18 luglio 2017

Come essiccare erbe aromatiche e fiori

 
L’aria calda di luglio è perfetta per essiccare erbe aromatiche e fiori. Le prime si conservano in vasi di vetro pronte per essere usate in cucina. Con i fiori secchi puoi dare un tocco romantico a bouquet e composizioni o personalizzare pacchi e biglietti.


{Come si fa?}
Le erbe aromatiche come timo, origano e maggiorana si raccolgono in piena fioritura, quando la nota aromatica è più intensa. Si tagliano alla base del cespo e si suddividono in mazzetti da appendere a testa in giù

I fiori si raccolgono poco prima che le corolle siano completamente aperte, per conservarli al massimo della loro bellezza. Tagliali lasciando una buona porzione di gambo e appendili uno per uno, sempre a testa in giù.

 
{Dove?}
Servono ombra e una buona ventilazione, l’idea sarebbero un porticato o un fienile, ma anche in casa o sulla veranda puoi ottenere un buon risultato se permetti all’aria di circolare.

Puoi legare il tuo bottino di erbe e fiori a una trave del porticato, fissarli con delle mollette a un filo da bucato che attraversa il fienile o il garage, approfittare dei pioli di una scala appoggiata alla parete oppure puoi realizzare un essiccatoio fai-da-te con un vecchio setaccio o l’hula hoop dei bambini: lo fissi al soffitti e appendi fiori e erbe lungo tutta la circonferenza


venerdì 14 luglio 2017

Anthirrinum majus, coltivare le bocche di leone da seme


Incuranti del caldo torrido svettano a mazzi nei vasi e sparpagliati nella aiuola delle graminacee tra stipe, cosmee e le piantine nate dallo scambio di Seeds of Love. È il primo hanno che semino le bocche di leone, in passato compravo le piantine già fiorite, chissà perché. Molto meglio partire dal seme: le piante sono molto più robuste e la palette di colori è ha sorpresa!

  Se non avete mai coltivato nulla da seme, ma siete curiosi di provare, le bocche di leone, Antirrhinum majus, sono la pianta giusta. Le bustine di semi si trovano facilmente in tutti i garden center. Si seminano in primavera in terreno da giardino e si annaffiano con un nebulizzatore per mantenere umido il terreno finché non spuntano i primi germogli. Quando le piantine hanno almeno quattro foglie si possono trapiantano in vasi più grandi o nelle aiuole del giardino continuando da annaffiare con regolarità finché le piante non saranno ben sviluppate. A quel punto tollerano anche qualche dimenticanza. 

 
Per avere una fioritura dalla primavera all’autunno si eliminano le infiorescenze appassite e si seminano ripetutamente fino a settembre. Si adattano a tutti i tipi di terreno, anche se prediligono quelli ricchi di calcio. Vogliono pieno sole, terreno ben drenato e annaffiature frequenti durante la fioritura.


Una curiosità · si può intuire il colore dei fiori dal fusto: se è chiaro indica fiori bianchi o chiari, se fusto e foglie sono rossastri o verde scuro i fiori saranno di colore scuro o intenso.


Foto Ultimissime dall’orto

martedì 11 luglio 2017

Ortensie come si potano e come si moltiplicano per talea


Le ortensie non bastano mai. Ne esistono 80 specie in queste settimane all’apice della fioritura. La più comune è l’Hydrangea macrophylla, dalle grandi infiorescenze globose, ma altrettanto facili e generose sono: l’Hydrangea arborescens, un arbusto deciduo che può raggiungere i tre metri d’altezza, non troppo esigente e dai grandi fiori bianchi, bella anche in autunno con le infiorescenze secche; l’Hydrangea paniculata, riconoscibile dalle infiorescenze a pannocchia, ha dimensioni contenute, si adatta ai diversi tipi di terreno e fiorisce a lungo, dalla tarda estate; l’Hydrangea quercifolia chiamata così per via delle foglie frastagliate che ricordano quella della quercia.

Sono tutte facili da coltivare, ma occorre riconoscerle per potarle correttamente e non compromettere la fioritura. L’Hydrangea macrophylla fiorisce sui rami dell’anno prima: in autunno si recidono solo i fiori secchi sopra la prima o la seconda coppia di gemme con un taglio dritto. L’Hydrangea arborescens e l’Hydrangea paniculata fioriscono sul ramo dell’anno in corso e la potatura potrà essere più energica, ricordando che più si accorcia il ramo più sarà grande il fiore. L’Hydrangea quercifolia si pota solo per contenerne le dimensioni ed eliminare i fiori secchi. I rami secchi e danneggiati vanno sempre tagliati.


In linea generale le ortensie vogliono una posizione ombreggiata, sotto le chiome degli alberi oppure accanto a un muro esposto a nord o a est, con sole al mattino e ombra nelle ore centrali e più calde della giornata. Fanno eccezione l’Hydrangea paniculata e l’Hydrangea quercifolia che hanno bisogno di qualche ora di sole in più. Il terreno dovrà essere fresco, ben drenato e ricco di sostanza organica. Chi ha un terrazzo o un balcone dovrà scegliere un vaso capiente: alto e largo 40-50 cm.

Si moltiplicano facilmente per talea da fine estate all’autunno. Si taglia la porzione di ramo con almeno 2-3 coppie di gemme che non abbia fiorito. Si eliminano tutte le foglie tranne le ultime due in alto che vanno tagliate a metà. Si pianta il rametto in un vaso con terra da giardino mista a un terzo di sabbia e si annaffia con moderazione per mantenere umido il terreno. A primavera la nuova piantina sarà pronta per essere trasferita in piena terra.

Foto Ultimissime dall’orto

venerdì 7 luglio 2017

Saie, falaj e pozzi: riserve idriche in giardino

 
L’acqua è preziosa. Ma ce ne siamo dimenticati e ci balena l’idea geniale di conservare quella piovana solo quando non ne vediamo una goccia da mesi. Poi arriva la pioggia e sbuffiamo perché il brutto tempo stufa subito.

E allora, tra i buoni propositi del prossimo trasloco {cambio casa, ma non giardino} c’è quello di ripristinare il pozzo scoperto per caso ripulendo la zona più selvaggia del giardino. Una cisterna per l’acqua piovana in realtà. È a metà collina. Qui tutto era vigneto e con pazienza i contadini tracciavano solchi lungo i pendii erbosi per convogliare l’acqua piovana in pozzi di cemento a filo del terreno. Era una campagna povera, l’unico motore erano le braccia e non c’erano trattori per trasportare cisterne d’acqua. Se volevi irrigare dovevi fare in modo di avere l’acqua sul posto. La fatica dovevi già farla per tirare su l’acqua dal pozzo con pompe manuali, secchi e carrucole.

 
Più comodo sarebbe avere le saie. Vere e proprie opere di ingegnerie idraulica ancora utilizzate in Sicilia, Marocco e penisola arabica (falaj in Oman).


Il principio è quello degli acquedotti romani, ma proposto in piccola scala: muretti in pietra o cemento con una canalina sulla sommità nella quale scorre l’acqua destinata all’irrigazione di frutteti, orti e giardini. Qualcosa di simile lo vediamo in montagna con i ru, i canali in pietra costruiti per deviare l’acqua dei torrenti.
 
Foto Alessandria Garau- theescapediaries.com e via Pinterest

martedì 4 luglio 2017

Zephyranthes grandiflora, il giglio della pioggia


Se funziona come con le spose, “casa bagnata casa fortunata”, il nostro sarà un trasloco felice. Dopo il caldo torrido, un acquazzone via altro e tra una mano di vernice e una tonnellata di foglie e aghi di pino da rastrellare spunta tra le pietre il giglio della pioggia: Zaphyranthes grandiflora. Ho interrato una manciata di bulbi a inizio maggio, bottino della mostra vivaistica di Masino, e non ricordavo più di preciso cosa avrebbe dovuto spuntare dal terreno. Ho comprato una pianta che non conoscevo con la promessa di grandi fiori rosa a fine estate.



Adesso che è fiorita mi sono messa a studiare. La Zaphyranthes grandiflora è una bulbosa originaria delle praterie del Centro e Sud America dov'è conosciuta col nome di "Rain lily" per la sua caratteristica di sbocciare dopo la pioggia che segue a lunghi periodi di siccità. Appartiene alla famiglia delle Amaryllidaceae, ha foglie lucide e sottili che spariscono a confronto dei grandi fiori rosa che ricordano quellie del Crocus e del Colchicum.


I bulbi si interrano in tarda primavera, al sole in un terreno ben drenato. Prima dell'inverno, vanno ritirati in un luogo riparato. Se coltivati in vaso, nella stagione fredda è sufficiente vaporizzare il terreno una volta ogni due-tre settimane. L'unica specie che resiste al freddo è Zephiranthes candida, a fiore bianco, purchè l'umidità del terreno sia minima.

Foto Ultimissime dall'orto

domenica 2 luglio 2017

La settimana dell’orto: i colori del selvatico


Sono convinta che il colore dei fiori la dica lunga sulla resilienza della pianta. Almeno, nell’orto giardino succede così: piante fori colori forti. Dopo settimane torride e temporali mi aspettavo aiuole masticate e invece cespi di echinacea, fiordaliso e bocche di leone sono lì a tenere alto il morale del giardino sottosopra.

Per un giardino a prova di tutto o quasi seminate:
Echinacea purpurea
{si trapianta in piena terra a inizio primavera o a fine estate oppure si possono raccogliere i semi. Attenzione però: la pianta nata da seme sarà diversa dalla pianta madre: nell’orto giardino da un’echinacea fucsia ne è nata una corallo – vedi foto}
Cyanus segetum
{il fiordaliso dei prati, raccogliete i semi maturi prima della mietitura. Ciascuna pianta è composta da un cespo di 30-40 centimetri e continuerà a fiorire da maggio a novembre. Si dissemina facilmente da solo e non te ne liberi più}
Allium
{i bulbi si interrano a primavera e fioriscono dalla tarda primavera all’estate}
Antirrhinum majus
Cosmos bipinnatus
{Bocche di leone e cosmee si seminano in primavera in grandi ciotole, si trapiantano quando spunta la quarta foglia e fioriscono tutta l’estate}

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Lasettimana dell’orto: tutte le sere, dal lunedì al sabato, uno scatto racconta cosa succede nell’orto-giardino.

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venerdì 30 giugno 2017

Tatuaggi botanici temporanei Rifle Paper Co.

 
Giardiniere indecise e con la fifa dell’ago è arrivato @tattly il tatuaggio temporaneo di Rifle Papere Co, lo seguite su Instagram?


 Rifle Paper Co. è un marchio di cancelleria e molto altro dal design unico fondato da Anna e Nathan Bond a Winter Park, in Florida. Tutto inizia nel 2009 nel garage di casa per trasformarsi in un brand internazionale che abbraccia tantissimi articoli tutti riconoscibilissimi per l’impronta floreale e un po’ naïf.

 
Il tema dominante è la vacanza: giardini fioriti, viaggi e ragazze in spiaggia con grandi cappelli di paglia, bikini a vita alta e occhialoni tondi campeggiano su agende, block notes, matite, calendari, biglietti, cover, borse e scarpe da ginnastica.



Mi piacciono le carte geografiche degli stati americani con i monumenti, gli animali e la frutta. Avete presente quegli orrendi asciugamani sulle regioni italiane con le ricette che vendono i bazar per turisti? Ecco, l’idea è quella, ma il team di Rifle Paper Co. lo fa con stile!!!

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martedì 27 giugno 2017

Hosta, per giardini d'ombra


  Sfacciatamente rigogliose o smilze e morenti: le Hosta non conoscono mezze misure. Pianta d’ombra per eccellenza, coltivate singolarmente o come tappezzanti in piena terra, sono eleganti e scenografiche in grandi vasi nei cortili delle case di campagna e negli androni porticati dei palazzi.

Originarie dell’Asia orientale, a furia di incroci e ibridazioni, dalle 70 specie esistenti in natura, sono state ricavate circa 6 mila cultivar molto apprezzate dai giardinieri e particolarmente adatte ai climi temperati.


Le Hosta si coltivano quasi esclusivamente per le foglie, particolarmente scenografiche, portate su steli distinti che partono da un colletto legnoso. Le foglie sono verdi, verdi-blu o dorate con molte sfumature e gradazioni; oppure variegate: con una marginatura bianca, giallo o dorata e una colorazione interna verde pallido, verde o verde-blu. Altre ancora sono striate, velate o screziate. Altrettanto varie sono le dimensioni: da molto piccole, 5 cm di lunghezza per 2,5 di larghezza, a molto grandi, 53 cm per 40 cm.

Le Hosta spuntano dal terreno in tarda primavera, fioriscono da giugno a settembre e scompaiono nuovamente in autunno. Dal ciuffo di foglie, alto dagli 8 ai 100 cm a seconda della varietà, si innalzano i fiori, talvolta profumati, a forma di giglio o campanulati, bianchi, azzurri, malva o lilla, sorretti da fusti lunghi da 30 cm a 2 m.


Posizioni fresche e ombreggiate sono indispensabili per le Hosta dalle foglie verdi-blu, una colorazione dovuta a una patina cerosa che tende a sciogliersi col caldo. Quelle variegati di giallo tollerano meglio qualche ora di sole, purché il terreno sia umido e ricco di sostanza organica. Guarda caso l’habitat ideale delle lumache: il peggior nemico delle Hosta. Il modo più semplice per salvare le foglie dalla loro ingordigia è la coltivazione in vaso: si sistema uno strato di cocci sul fondo per assicurare un buon drenaggio e si annaffia regolarmente per mantenere umido il terreno. Si moltiplicano per divisione dei cespi.

domenica 25 giugno 2017

La settimana dell'orto: ricette di sopravvivenza


Persiane socchiuse, erba secca e ventagli. Osservo il giardino là fuori e vorrei poterlo portare in casa, nella frescura della corrente di due finestra spalancate per dargli sollievo. Ho persino fantasticato su una gigantesca veneziana di cannetti per ombreggiarlo tutto, lasciando fuori solo le chiome più alte degli alberi. Io vaneggio. Le piante per fortuna sono pragmatiche: fiori e frutti minuti, tantissimi semi e giù le foglie. Brutte son brutte, ma è l’unico modo che hanno per tentare la sopravvivenza. Un po’ si annaffia, ma l’acqua potabile giustamente non va sprecata. E allora che si fa? Sarchiare la terra è un’impresa: dura come il cemento. Lasciamo almeno le erbacce alte, tremende, ma in alcune aiuole fanno ombra e contribuiscono a catturare la poca umidità della notte. Mangiamo fiori di nasturzio, raccogliamo gli ultimi piselli sulle piante mezze secche e facciamo la danza della pioggia

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La settimana dell’orto: tutte le sere, dal lunedì al sabato, uno scatto racconta cosa succede nell’orto-giardino.

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venerdì 23 giugno 2017

Intervista a Gabriela Kricorian di Flor de pasto su Blossom zine


Qualche mese fa armeggiavo con i semi di Seeds of Love arrivati via posta da mezza Europa e fantasticavo su quanto sarebbe bello lavorare in un prato fiorito. E mentre mi domando se un vivaio di erbacce e di semi avrebbe senso dal punto di vista commerciale, incrocio il profilo Instagram di Gabriela Kricorian @flor.de.pasto e arriva la risposta: sì, si può, lei lo ha fatto ed è bellissimo!!!

Un giardino vivaio in capo al mondo dove fiori e piantacce crescono tra l’erba l’alta come nei prati di alta montagna, ma più colorato, più intenso, più esotico. Come una tela. Scrivo a Gabriela, le chiedo di poter curiosare nel perché e nel per come di questo vivaio-giardino assolutamente fuori dal comune, lei accetta e la intervisto.


La sua storia mi piace! Lei è un’artista, un’insegnante di plastica. A un certo punto della sua vita un infortunio le scombina i piani e la passione per il giardinaggio tramandata dalla nonna diventa il suo nuovo strumento creativo. «In giardino – racconta - potevo creare con le piante le composizioni di colori che non riuscivo più a dipingere. Il giardinaggio è stato una terapia eccellente per rafforzare i muscoli, mi ha permesso di fare pratica e la passione si è trasformata in una nuova attività».

Il giardino è una cura, capito?! È da mo che lo ripeto!!! Credi di curare le piante e intanto loro salvano te!

 

Gabriela produce e vende semi di piante autoctone ed esotiche convinta che la salvaguardia della biodiversità sia la chiave per un pianeta più sano, progetta giardini e organizza workshop con le mani nella terra. Non adesso però, il suo vivaio-giardino a Lago Puelo, nella Patagonia Argentina, è momentaneamente sotto la neve!!!


Seguila su Instagram! Le sue foto sono FANTASTICHE!
E leggi la mia intervista su Blossom zine Summer


{Foto di Gabriela Kricorian}

P.S.: un grazie speciale alla Vale, per la traduzione italiano-spagnolo :)