martedì 10 gennaio 2017

Glossario dell’apprendista giardiniere


I giardinieri hanno la loro lingua, una lingua bellissima che mescola l'universalità del latino a termini tanto efficaci quanto intraducibili dei dialetti locali.
Trafficando con le piante ho imparato tante parole nuove, ma altrettante continuo a confonderle o a usarle a casaccio; molte continuo a ignorarle. Per tutti gli apprendisti giardinieri inauguro un post-glossario con l’ABC del linguaggio del giardiniere che, prometto, continuerò ad aggiornare, a uso personale e per i pasticcioni come me che passeranno di qui.


Nomenclatura

{per sopravvivere allo shopping di primavera senza scoraggiarsi di fronte alla selva latina che campeggia su cartellini e buste di semi}

Famiglia = si scrive in corsivo con l’iniziale maiuscola e termina sempre in –aceae.

Genere = anche il genere si scrive in corsivo con l’iniziale maiuscola. Si abbrevia con “A.” quando si elencano più specie dello stesso genere.

Specie = è composto da un epiteto generico (genere cui appartiene la pianta), spesso dedicato a chi per primo ha scoperto o classificato la pianta, e un epiteto specifico, nel quale si possono riconoscere l’habitat (Acer campestre), il luogo d’origine (Verbena canadensis), le caratteristiche quali il profumo (Lathyrus odoratus), la forma (Alyssum cuneifolium), il colore (Muscari azureum), dimensione (Tropaeolum majus), portamento(Veronica prostrata), gli usi (Rosmarinus officinalis) o, di nuovo, la persona che per prima ha scoperto o classificato la pianta (Rosa banksiae, in onore della moglie del botanico inglese Joseph Banks). Epiteto generico ed epiteto specifico insieme danno il nome della specie. Si scrive in corsivo con la sola iniziale del Genere maiuscola.
- esempio -
Magnolia = genere (sempre maiuscolo corsivo)
grandiflora = epiteto specifico (minuscolo corsivo)
Magnolia grandiflora = specie

*che differenza c’è tra:
sottospecie = indica una variazione della specie principale spesso in relazione alla regione o all’habitat in cui vive, ma non tali da identificare una nuova specie (si scrive in corsivo minuscolo preceduta dall’abbreviazione “subsp.” O “ssp.”)

varietà = indica leggere variazioni nella struttura botanica, ma
non sono tali da identificare una sottospecie (si scrive in corsivo minuscolo preceduta dall’abbreviazione “var.”)

forma = indica piccole variazioni, come il colore dei fiori (si scrive in corsivo minuscolo preceduta dall’abbreviazione “f.”)

cultivar = quando le diversità tra piante della stessa specie sono il risultato di incroci intenzionali e non naturali, ma stabili e inalterate in caso di propagazione. (Il nome della cultivar segue il nome della specie e si scrive con l’iniziale maiuscola tra virgolette semplici. Le cultivar moderne, vale a dire create dopo il 1959, non possono contenere nomi latini)

ibrido = piante nate dall’incrocio tra specie diverse (si scrive in corsivo minuscolo preceduto dal segno di moltiplicazione “X”). Se le due specie incrociate appartengono a generi diversi la “X” precede il nome del genere.

sinonimi = ciascuna pianta ha un solo nome corretto, ma possono esserci sinonimi (“sin.”) a indicare i nomi attribuiti da botanici che hanno indicato una diversa classificazione per la stessa pianta.

*altre abbreviazioni
(L) = sta per Linneo, spesso si ritrova il nome dello scienziato che primo ha classificato la piata
s.l. = sta per “sensu lato” si usa quando si cita una specie che comprende delle sottospecie ma non si ritiene necessario citarne nessuna in particolare

*il libro da consultare
Latino per giardinieri, L. Harrison, Guido Tommasi Editore, 2013

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