martedì 24 gennaio 2017

Osserva le radici per capire cosa vogliono le piante


Superficiali, profonde, a fittone: le radici non sono tutte uguali. Osservarle ci dice molto sullo stato di salute della pianta e ci suggerisce di cosa ha bisogno quella data specie per prosperare verde e felice.

Radici diverse esigenze diverse. Sembra banale, ma forse non lo è. Presi come siamo da fronde, fiori e frutti ci dimentichiamo che metà della pianta che ci sta davanti è sotto terra, lontana dal nostro sguardo.

Come le tropicali dalle foglie grandi ci suggeriscono la necessità di un apporto idrico maggiore rispetto a una succulenta fitta di spine, molti può dirci anche l’apparato radicale.

 
Le piante mediterranee, come aromatiche, ginestra, oleandro, pittosporo, sono caratterizzate da un apparato radicale capace di spingersi in profondità in cerca di terreno fresco e umido, anche nelle regioni più siccitose del sud. Le piante con queste caratteristiche temono i ristagni idrici. Meglio bagnarle in abbondanza all’impianto (in piena terra o subito dopo il travaso) e poi dimenticarle, finché il terreno non è completamente asciutto. Scegliate un vaso più alto del pane di terra, sistemate sul fondo uno spesso strato di cocci e riempite con terriccio drenante (oppure terra di campo mista a sabbia). Stessa regola vale per moltissime “erbacce”, piante erbacce rustiche molto usate nei giardini naturali per ricreare l’effetto prateria. Abituate a una vita selvaggia senza giardinieri ad accudirle, scavano in profondità con le radici in cerca di acqua e nutrimento.

Terreno profondo e vasi alti vanno scelti anche per le piante con radice a fittone, come il papavero, il tarassaco, il leccio e la carota. La carota è una radice a fittone. Le piante con queste radici difficilmente sopravvivono ai travasi.

Al contrario le piante con un apparato radicale contenuto, come le acidofile (camelie, rododendri, gardenie, ortensie), si adattano bene anche alla coltivazione in vaso.

Le piante con radici superficiali come il bosso (Buxus sempervirens), dovrebbero essere collocate lontano da zone di eccessivo passaggio e calpestio che provocherebbero sofferenza all’apparato radicale e di conseguenza a tutta la pianta. Da evitare per le alberate e i viali cittadini, incastonate tra marciapiedi e asfalti.

 

{Come fare}

SE le radici avvolgono tutto il pane di terra e fuoriescono dai buchi di drenaggio del vaso vanno districate e accorciate del 10% prima di rinvasare la pianta in un contenitore più grande.

SE la pianta mostra segni di sofferenza causati da troppa acqua e/o ristagni idrici (foglie gialle), si svasa la pianta, si eliminano le radici annerite, si pota leggermente la chioma e si sceglie un vaso più piccolo da riempire con cocci e terriccio drenante. Perché? Perché se il vaso è più piccolo le radici lo riempiranno tutto lasciando meno terra “inesplorata” dove si accumula l’umidità.


NON SONO RADICI i bulbi, i tuberi e i rizomi

I bulbi sono germogli sotterranei globosi costituiti da un fusto brevissimo (disco o girello) circondato da foglie carnose in forma di squame

I tuberi sono organi vegetali ingrossati (fusto, foglie o radici) in cui vengono accumulate sostanze di riserva (amido nella patata)

I rizomi sono fusti con funzione di riserva sotterranei o superficiali a sviluppo più o meno orizzontale (come l’Iris germanica). Possono generare foglie e fiori oppure una nuova pianta con tanto di radice.


*Alcune di questi consigli ho potuto constatarli con la pratica, molti li ho ricavati da articoli di Cristiana Serra-Zanetti (Gardenia, gennaio-febbraio 2015).

2 commenti:

  1. Merci à vous ,un article très intéressant j'y tiendrais compte dans mes plantations .
    Très belle soirée à vous .
    Emmanuelle

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Merci à toi! Je suis heureuse que mon post va être utile! Belle soirée

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...