martedì 21 febbraio 2017

Progettare un orto secondo natura


Ci siamo! A febbraio liberi tutti, la terra chiama: è ora di rimboccarsi le maniche, infilare gli stivai e mettersi al lavoro.

Mangio libri e riviste di giardinaggio, ficcanaso nei blog degli amici giardinieri e setaccio Pinterest a caccia di nuove idee.

E l’orto è sempre l'orto, altro che moda passeggera: se lo fai una volta per gioco poi non smetti più. A me è successo così, la prima volta ho vangato tre tasselli perché volevo assolutamente emulare l’orto fiorito e scombinato di Bunny Guinnes: piselli odorosi, melanzane e peperoncini coltivati l’uno accanto all’altro nella stessa fioriera in una sapiente combinazione di forme in verde-rosso-viola, un orto da copertina!

Il risultato del MIO orto era stato più modesto, ma da allora non ho più smesso e nel frattempo i tasselli sono diventati cinque: uno esclusivamente dedicato alle fragole, negli altri coltivo fiori e ortaggi seguendo il principio della rotazione - per non impoverire troppo il terreno - e delle consociazioni - per permettere alle piante di difendersi a vicenda da patogeni e malattie evitando l'uso di pesticidi. Banditi anche i concimi chimici, aggiungevo in autunno letame pellettato. Quest’anno voglio fare di meglio: macerati, lavorazione superficiale del terreno e pacciamatura con lo sfalcio dell’erba.


L’estate scorsa ho preparato una buona scorta di macerato d’ortica: ricco di azoto, ferro, microelementi, vitamine ed enzimi, è un ottimo fertilizzante, attiva la vita biologica del terreno, combatte gli afidi e la clorosi da carenza di ferro (ingiallimento e caduta delle foglie).

In una delle aiuole che non ho ancora vangato, voglio sperimentare quella che chiamo l’arte dello sforzo minimo. I nerd dell’orto (che hanno tutta la mia ammirazione, sia chiaro), sostengono i vantaggi di una lavorazione superficiale del terreno. Il terreno dell’orto non si vanga, non si rivolta e non si fresa. Si tagliano le erbacce con la lama della zappa, all’altezza del colletto, e si lasciano sulla terra come pacciamatura, dove contribuiranno a ritardare la crescita di nuove infestanti e a mantenere fresco il terreno, riducendo l’evaporazione dell’acqua che andrà indirizzata solo in corrispondenza dei solchetti in cui si è seminato o delle postarelle in cui si sono trapiantati gli ortaggi.

Una tecnica molto simile, che permette di risparmiare acqua e coltivare quasi in assenza di terriccio è la coltivazione degli ortaggi nelle balle di paglia.

Immagini del MIO orto e via Pinterest

2 commenti:

  1. Quando si dice coincidenza, anche io quest'anno, diversamente dalle altre volte, ho deciso di non vangare e rivoltare il terreno dell'orto.
    Ho dato una zappata superficiale ed una rastrellata aggiungendo dello stallatico. Ora lo lascio riposare qualche settimana prima di iniziare a seminare in piena terra.
    Vedrevo la differenza.

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    Risposte
    1. Provo anch'io, è deciso! Grazie per aver condiviso la tua idea di orto :) e fammi sapere com'è andata con il metodo slow, sono curiosa!

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