domenica 12 marzo 2017

Giardinieri scrittori: Il giro del mondo in 80 giorni


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La guida, per abbreviare la distanza da percorrere, si lasciò a destra il tracciato della strada ferrata di cui erano in corso i lavori. Questo tracciato, molto ostacolato dalle capricciose ramificazioni dei monti Vindhya, non seguiva il cammino più breve, cioè quello che Phileas Fogg premeva di prendere. Il parsi, che aveva una grande pratica delle strade e dei sentieri del Paese, affermava di abbreviare d’una ventina di miglia tagliando attraverso la foresta, e Fogg si rimise a lui.
Phileas Fogg e sir Francis Cromarty, sprofondati fino al collo nei rispettivi corbelli, sobbalzavano violentemente a seguito del trotto serrato dell’elefante, cui il mahut imprimeva un’andatura rapida. Ma sopportavano la situazione con la più britannica delle flemme, chiacchierando poco, e a mala pena scorgendosi l’un l’altro.
[…]
Il paesaggio acquistò ben presto un aspetto molto selvaggio: alle grandi foreste succedettero boschi di tamarindi e di palme nane, poi vaste pianure sterili, irte di magri alberelli e cosparse di grossi blocchi di granito»

Il giro del mondo in 80 giorni, Jules Verne, 1873


Giardiniere o no, Jules Verne (1828-1905), considerato uno dei padri della fantascienza, non sfugge al fascino dell’esotico e della scoperta, geografica e intellettuale, che conduce gli uomini del suo tempo su rotte inesplorate a caccia di tesori, popoli e piante.


Giardinieri scrittori e scrittori dal pollice verdissimo, il pensiero verde della settimana
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