venerdì 16 giugno 2017

Epiphyllum, il posto delle piante


La sua esistenza scorre placida, un po’ monotona. In inverno guarda la nebbia dalla finestra a nord-ovest, nella bella stagione si trasferisce sopra una vecchia anfora davanti al portoncino d’ingresso a sud-est. Nessuno osa scombinare questo equilibrio: da anni l’Epiphyllum di famiglia affronta questi due brevi viaggi, dal davanzale del piano di sopra al porticato davanti a casa. Sole al mattino e ombra al pomeriggio in estate, viceversa in inverno e libertà di penzolare per i rami fioriti.


Ci sono altre piante freddolose e coltivate in vaso che seguono più o meno lo stesso tragitto dentro-fuori a ogni cambio di stagione, ma nessuno si preoccupa di essere altrettanto preciso nella loro collocazione come invece si fa con l’Epiphyllum.

Immagino molto dipenda dalla gestione dei rami ricurvi che in natura ciondolano a mezz’aria dagli alberi del Centro America, del Messico soprattutto. L’Epiphyllum è una cactacea epifita: vive sugli alberi ma non li parassitizza non traendone nutrimento. Usa piuttosto i rami dei grandi alberi come supporto, insinua le radici negli anfratti della corteccia per assicurarsi la luce e al tempo stesso ripararsi dai raggi diretti del sole.


L’Epiphyllum è un cactus, ma vive nelle foreste. Sopporta brevi periodi di siccità, ma è originaria di ambienti caldo-umidi. Eppure l’Epiphyllum è una delle piante più diffuse tra i giardinieri per diletto per la facilità di coltivazione e la generosa fioritura estiva.

Le regole per la cura delle succulente restano valide: un buon drenaggio, da assicurare con uno strato di cocci sul fondo del vaso, irrigazioni con l’aggiunta di concime durante la fioritura, ricovero in una serra fredda e luminosa e niente acqua da novembre a febbraio (non tollera temperature inferiori ai 10°C). Il vero inghippo è trovare il posto giusto: il pieno brucia i rami e compromette la fioritura così come la troppa ombra. Il vaso non può essere appoggiato in terra perché i rami devono essere lasciati liberi di ricadere. L’ideale sarebbe sistemarlo su un muretto, sotto una pergola o tra i rami di un albero.

Foto Ulimissime dall'orto

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