martedì 26 settembre 2017

Camomilla romana per orti, aiuole e bouquet


C’è chi la riconosce con il nome di camomilla romana, per i francesi è la camomille double, la camomilla doppia, e in passato anche i botanici hanno cambiato idea battezzandola prima Anthémis nobilis, poi Chamaemelum nobile. A me i suoi fiori ricordano quelli dei crisantemi pompon. La confusione è tipica di quelle piante che hanno avuto poca fortuna sul mercato ma non sono mai mancate nei giardini di campagna, seminate, trapiantate, scambiate e raramente acquistate.

La camomilla romana sta bene negli orti, tra le erbe aromatiche, in un frutteto, per riempire un vuoto in un’aiuola come in un bouquet. È un’erbacea perenne dal portamento compatto che ricorda un po’ quello del crisantemo, con cui condivide l’appartenenza alla famiglia delle Asteraceae.


Tenace e indifferente al giardiniere, tollera quasi tutti i tipi di terreni, purché ben drenati, e non soffre troppo la siccità. Originaria dell’Europa settentrionale, in natura cresce in terreni aridi e non coltivati. Dal giardino di Ingrid è arrivata nel mio con Seeds of Love, l’ho seminata a primavera in terreno da giardino misto a sabbia e da luglio è stato un tripudio di capolini bianchi e arruffati, fitti di petali intorno al bottone giallo. Dovrebbero resistere fino a ottobre. Le foglie sono verde intenso, frastagliate e aromatiche. Più piante coltivate vicine formano un bel cespuglio non troppo ingombrante che arriva a raggiungere i 50 cm di altezza.


La camomilla romana non richiede particolari cure: si trapianta a dimora a inizio estate e si innaffia solo quando il terreno è completamente asciutto. Nella stagione più calda, meglio innaffiare con abbondanza ogni due-tre giorni permettendo alle radici di svilupparsi in profondità. Per aiutare la fioritura si può aggiungere del concime per piante fiorite all’acqua di irrigazione una volta a settimana. È utile recidere i capolini sfioriti per non affaticare troppo la pianta, ma a fine estate lasciatene andare qualcuno a seme da conservare per la primavera successiva.

Foto Ultimissime dall’orto

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