martedì 12 settembre 2017

Petunie per balconi assolati


Crescono tra le crepe di gradini e muretti e colonizzano nei vecchi cortili dissestati, dove il cemento logoro lascia spazio a fessure riempite di terra dal vento. Siamo così abituati a vedere le petunie selvatiche ondeggiare sotto il sole che non ci facciamo più caso, convinti che le petunie siano sempre state lì, pronte a sbocciare all’arrivo dei primi caldi dove non abbiamo fatto in tempo a pulire e diserbare. Dopo un passato di tutto rispetto, le abbiamo relegate nella categoria delle erbacce.

La petunia, originaria del Brasile, arriva a Parigi nel 1823 importata da un gruppo di botanici di ritorno da una spedizione esplorativa. Nei decenni successivi si diffonde in Portogallo, Inghilterra e Germania, dove nascono le prime varietà orticole più resistenti al clima europeo e più ricche nelle sfumature.

Le petunie sono piante erbacee alte fino a 60 cm. Con steli leggeri e striscianti che conferiscono alla pianta un aspetto cespuglioso. Le foglie sono verde chiaro, leggermente pelose e profumate i fiori tubolari in natura sono bianchi, rosa, blu-viola e sbocciano da metà aprile ai primi freddi.

Amano il sole e resistono a brevi periodi di siccità, ma temono i ristagni idrici. Si disseminano facilmente da sole. In commercio esistono infinite varietà orticole, ma se si desidera coltivare le specie spontanee occorre seminarle in vasi riempiti con un terzo di terriccio universale, un terzo di terra da giardino e un terzo di sabbia dopo aver disposto sul fondo uno strato di cocci o ghiaia per assicurare un corretto drenaggio. Si innaffia con uno spruzzino ogni volta che il terreno asciuga. Se spuntano troppo fitte vanno diradate, lasciando solo le piante più robuste.
Una curiosità: il nome petunia deriva dal brasiliano “petu”, termine con cui si indicava la pianta del tabacco appartenente alla famiglia delle Solonaceae come la petunia.

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