venerdì 3 novembre 2017

Piante in casa: talee e piccoli alberi in idrocoltura


Il pothos, a casa di mia nonna, è sempre stato sul frigorifero in un barattolo di vetro pieno d’acqua. Mia mamma per molto tempo ha adottato la stessa tecnica preferendo però il pensile alto dalla cucina. Quando i rami ricadenti hanno iniziato a essere abbastanza pesanti da rovesciare il vaso mandandolo in frantumi in una pozza d’acqua, deve aver fatto una brutta fine. Io il pothos (Epipremnum aureum) non ce l’ho; in compenso, coltivo in idrocoltura un giovane carpino e talee di edera.

L’idrocoltura è il sistema più facile per moltiplicare alcune piante per talea. Si taglia un ramo apicale e si mette in una vaso di vetro piano d’acqua pulita. Si cambia l’acqua ogni 4-5 giorni, avendo cura che il gambo della talea sia sempre immerso. Le piccole radici bianche che cresceranno lungo il fusto della talea con questa tecnica, saranno più delicate rispetto all’apparato radicale sviluppato da una talea piantata nella terra. Al momento di trasferire la nuova piantina in un vaso, scegli un terriccio soffice e ricco di humus e mantienilo a un’umidità costante in un luogo riparato dai raggi diretti del sole, correnti e colpi d'aria. Posso assicurare il successo di questa tecnica con tre specie: il pothos (che può starsene anche diversi anni con le radici in acqua, eliminando del tutto il problema del trapianto), l’edera e il Ficus elastica, che a casa nostra si è sempre moltiplicato così, con un taglio netto alle punte troppo alte poi sistemate in vasi di vetro a “mettere radici”.



Oppure, si può coltivare in idrocoltura un piccolo albero già provvisto di apparato radicale. A dire la verità è la prima volta che ci provo. La scorsa settimana ho acquistato un Helleborus che aveva per compagno di vaso un giovane carpino bianco (Carpinus betulus) nato per caso e ora con le radici "a mollo" sul tavolo blu dell'ingresso. Mi piace tantissimo poter osservare tutta la pianta, dalla cima del fusto alla punta delle radici: mi ricorda un po' le curiosità botaniche conservate nelle Wunderkammer, le camere delle meraviglie dei collezionisti del Cinqucento.

La stessa cosa si può fare a Natale con una giovane conifera: se ami gli addobbi minimalisti, ti basterà fare una gita in un bosco munito di paletta e raccogliere con attenzione una piantina non troppo alta. Sistemala in un vaso colmo d’acqua fresca e pulita e, finite le feste, puoi decidere se piantarla in un vaso o in un angolo del giardino


Foto Ultimissime dall’orto

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